Il servizio gas scatena caos e proteste
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fonte:
- Il Piccolo
di Ciro Vitiello Prolungati i tempi di intervento per le utenze gas, raddoppiati i costi di allacciamento, da 550 a circa 1.000 euro. E manca uno sportello aperto al pubblico dopo la chiusura a Ronchi dei Legionari, mentre con la nuova società Eni dovrebbe restare aperto lo sportello ex Isogas a Gorizia, senza sapere tuttavia quale potrà essere il suo potere decisionale. L’ ultimo contatto per i cittadini resta, dunque, con la società e il numero verde è 800 900 700. Dopo averlo composto, l’ operatrice del call center risponde: «Eni, gas, luce, carburante» indicando, poi, all’ utente le combinazioni numeriche su come arrivare al servizio richiesto. Le associazioni consumatori, in particolare Codacons, Federconsumatori e Adiconsum, lanciano l’ allarme, visto che la situazione per l’ utenza sembra peggiorata con la cessione ai privati del servizio gas. C’ è una confusione di sigle nell’ inquadrare il problema. «Per questo motivo – spiega Raffaele Magno di Codacons – abbiamo numerose proteste dei cittadini che ci chiedono aiuto su come dotare il proprio immobile di un allacciamento o di uno spostamento del contatore. La classe politica locale – sottolinea – che aveva venduto l’ azienda locale del gas, sembra non aver preso in considerazione tutte le difficoltà cui sta andando incontro la gente. Prima, infatti, c’ era una gestione cittadina, poi mandamentale-provinciale come espressione dei Comuni, quindi una gestione privatistica con un percorso da Enam, Irisgas, Isontina gas, AcegasAps-Aga/EstPiù e da metà maggio scorso Eni Spa. Chi paga per questo groviglio sono gli utenti. Prima – aggiunge Raffaele Magno – c’ era un servizio “fiore all’ occhiello” anche in regione nell’ ambito delle aziende erogatrici, più uno sportello. Ora siamo allo sbando non avendo un interlocutore diretto. I dipendenti che rispondono da Gorizia si prodigano per ciò che possono fare, cioè solo sollecitare gli uffici di Trieste». Silvia Padovani di Federconsumatori, ammette che esistono preventivi esagerati per le installazioni. «Però – sostiene – avendo le carte in mano, cerchiamo di consigliare l’ utenza a indirizzarsi verso il concorrente a prezzo inferiore. Il servizio di tutela sui costi massimi dei servizi scade nel 2018, ma stiamo lavorando per prolungare tale data». Il sindaco di Monfalcone, Silvia Altran, da parte sua sottolinea che la politica locale non c’ entra in questa situazione, in quanto già da qualche anno si tratta di una normativa europea. «Tuttavia – ribadisce – siamo disponibili a incontrare le associazioni dei consumatori per capire quali sono le problematiche cui stanno andando incontri i cittadini». Il sindaco di Staranzano, Riccardo Marchesan osserva: «Oggi (ndr ieri) tutti i sindaci si incontrano per la questione delle Uti (Unità territoriali intercomunali, ndr). Ci potrà essere uno scambio di pensiero per ragionare sulla risposta da dare a questo problema di area vasta che interessa tutti i Comuni del mandamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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