27 Maggio 2015

Renzi e la app, fu colpo di fulmine Ora ha una grana da risolvere

Renzi e la app, fu colpo di fulmine Ora ha una grana da risolvere

ROMA «UBER? È un servizio straordinario, l’ ho provato a New York…». Era il 22 maggio dello scorso anno quando Matteo Renzi elogiò pubblicamente l’ app californiana. Altri tempi. Che la musica sia cambiata e la prudenza sulle liberalizzazioni sia giunta anche a Palazzo Chigi lo si è visto in fase di presentazione del ddl concorrenza, dal quale grazie a Ncd è saltata proprio la parte relativa a taxi e Ncc (Noleggio con conducente) oltre a quella sui porti. Non che il premier la pensi diversamente, solo non vuole dar fuoco alle polveri di una categoria come i tassisti, che si è dimostrata sempre determinata nel difendere i propri interessi. In piazza contro il ddl concorrenza a Renzi bastano i notai. CERTO, la sentenza imporrà di intervenire in qualche modo. «Il problema di Uber ha osservato ieri il ministro dei Trasporti Graziano Delrio non si può risolvere nelle aule dei tribunali. Stiamo ragionando fin dal mio insediamento con l’ Autorità dei Trasporti per provare a trovare una soluzione stabile al problema». Il Pd vorrebbe aprire il settore, il centrodestra e i centristi no. «Su UberPop osserva il capogruppo di Area popolare alla Camera, Maurizio Lupi, che da ministro dei Trasporti si schierò contro Uber il Tribunale di Milano mi dà ragione: è concorrenza sleale ai tassisti. Io avevo detto che era illegale. Legge e buon senso prevalgono». Una rivinicita anche sul presidente dell’ Authority Andrea Camanzi, che pochi mesi fa aveva difeso l’ entusiamso di Renzi per la app: «Il presidente del Consiglio ha una visione più lunga, nel medio termine, (rispetto a quella di Lupi, ndr) e ritengo che sia giusto così» Festeggia la Lega Nord. «LA SENTENZA osserva il segretario Matteo Salvini è una bellissima notizia. La concorrenza deve essere leale, con parità di diritti e di doveri». «La condanna di Uber sottolinea Mariastella Gelmini di Forza Italia non è condanna della modernità e dell’ innovazione, ma la scelta di non accettare la pratica di un lavoro senza regole e senza garanzie». M5S invece va oltre. «L’ ordinanza fa chiarezza sulle regole vigenti osservano i deputati pentastellati . Ma le regole sono quelle del 1992 e sarebbe ora di guardare avanti. Discutiamo la proposta di legge a prima firma Michele Dell’ Orco sul car pooling. L’ esigenza di modernizzare le regole non è più differibile». MA IL PROBLEMA è il come e tassisti e molte associazioni dei consumatori la pensano diversamente. «Dopo la sentenza del Tribunale di Milano afferma Federico Rolando, portavoce della categoria Taxi a Torino il governo, fino ad oggi pavido nel merito, rompa gli indugi e si schieri dalla parte delle 49 mila imprese taxi legali». «La sentenza ribatte Carlo Rienzi del Codacons è un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini. È impensabile che un Paese moderno possa essere privato di sistemi innovativi come Uber, che rispondono ad esigenze di mercato e sfruttano le nuove possibilità introdotte dalla tecnologia». Alessandro Farruggia.

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