27 Maggio 2015

I tassisti contro la giunta: «Non ci ha difesi»

I tassisti contro la giunta: «Non ci ha difesi»

DINO BONDAVALLI Hanno esultato per la sentenza del Tribunale di Milano che ha messo fuori legge Uber-Pop. Ma poi hanno puntato l’ indice contro chi ha demandato alla magistratura il compito di affrontarlo. Questa la reazione dei tassisti milanesi di fronte alla decisione del giudice Claudio Marangoni di disporre il blocco di Uber-Pop in tutta Italia. «Ringraziamo la categoria per la fiducia che ci ha dato in questa lunga battaglia» ha commentato il presidente del Satam, Raffaele Grassi, combattuta «nelle inoperatività delle amministrazioni locali, del governo e del parlamento». Una stoccata alla quala da Palazzo Marino hanno reagito facendo orecchie da mercante. «È quello che abbiamo sempre sostenuto, adesso Uber continui nella sua opera, ma nell’ ambito della legalità», ha infatti commentato il sindaco Pisapia, al quale ha fatto eco l’ assessore alla Sicurezza, Marco Granelli. «Sono più di 80 dallo scorso giugno le vetture poste sotto sequestro dagli agenti in pattuglia», ha sottolineato l’ assessore, quasi a voler rivendicare un ruolo di primo piano in una battaglia nella quale i tassisti si sono invece sentiti abbandonati dalle istituzioni. Una battaglia che non finisce qui. Se da un lato il Codacons ha definito la sentenza «un danno enorme per gli utenti, perché limita la concorrenza e riduce le possibilità di scelta per i cittadini», dall’ altro il capogruppo di Fdi in consiglio regionale, Riccardo De Corato, ha ricordato che «in Regione abbiamo presentato il Progetto di Legge 187, che darebbe il colpo finale a Uber ma che ancora deve essere approvato. La battaglia va avanti contro gli altri servizi Uber che non rispettano le regole». Della stessa idea Giulio Gallera, coordinatore cittadino di Forza Italia: «Più volte avevamo chiesto all’ amministrazione di Milano di provare a mettere ordine sulla questione Uber. Questa sentenza fa chiarezza, ma ora bisogna intervenire anche su UberBlack». Più morbida la posizione di Luca Del Gobbo, capogruppo di Ncd in Regione. «Ben venga la delibera», il suo commento, «ma le nuove tecnologie stanno già realizzando una rivoluzione nell’ erogazione dei servizi che sarebbe deleterio cercare di fermare».

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