Il Tar dà ragione a un Comune e fa riaprire l’ufficio postale
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fonte:
- Avvenire
REGGIO CALABRIA L’ ufficio postale di Drapia non deve chiudere. Almeno per il momento. Il Tribunale amministrativo di Catanzaro ha accolto la richiesta avanzata dal piccolo Comune situato in provincia di Vibo Valentia, sospendendo il provvedimento di Poste italiane e quindi, nei fatti, rialzando la saracinesca. Il Codacons parla di «una clamorosa ordinanza», specificando che l’ avamposto in questione è «l’ ufficio postale sito nella frazione ‘Caria’ nel Comune di Drapia ( Vibo Valentia) amministrazione che conta circa 2mila abitanti e ha avviato una battaglia legale contro la riorganizzazione degli uffici postali e la chiusura degli sportelli sul territorio ». Il municipio ha motivato l’ istanza contro il provvedimento ritenendolo «lesivo dei diritti degli utenti». E nei giorni scorsi hanno ottenuto un primo successo, seppure parziale perché bisognerà verificare cosa decideranno i giudici amministrativi quando, nei prossimi mesi, entreranno nel merito del caso. «Il Tar Calabria ha accolto le tesi del Comune – aggiunge nel suo commento il Comitato per la difesa dei consumatori – sentenziando che i motivi economici non sono sufficienti a suffragare la decisione di chiudere uno sportello postale». Nell’ ordinanza si legge che «la motivazione del provvedimento appare generica e risulta fare affidamento al solo profilo della redditività del mantenimento dell’ ufficio, senza ripercorrere l’ iter logico giuridico che ha spinto alla soppressione dell’ ufficio postale in questione e senza descrivere l’ istruttoria svolta sul punto». Non solo, si ritiene «la sussistenza del periculum in mo- ra in considerazione della soppressione di un servizio pubblico essenziale, anche se diretto all’ utilità diretta di un numero ristretto di utenti». Ecco perché il Tar ha accolto «l’ istanza cautelare e per l’ effetto sospende il provvedimento impugnato». Il Codacons trasforma l’ episodio di Drapia in un punto di riferimento nazionale. A suo parere «grazie a questa innovativa sentenza sarà ora possibile impugnare la chiusura degli uffici postali in tutti i piccoli Comuni. In tal senso – prosegue l’ associazione dei consumatori – ci mettiamo a disposizione delle amministrazioni comunali per patrocinare i ricorsi al Tar in favore degli utenti e contro la riduzione di un servizio indispensabile come quello postale». Nella delibera di giunta con cui si dava il via libera all’ iniziativa giudiziaria, il sindaco e i due assessori di Drapia ricordavano la chiusura dell’ ufficio postale della frazione Caria a partire dal 13 aprile 2015, aggiungendo che il «servizio offerto da Poste italiane è indispensabile ed essenziale per i cittadini e per il sereno ed ordinato svolgimento della vita sociale, tanto più nei territori periferici, caratterizzati dalla totale e assoluta assenza di mezzi pubblici di trasporto. La programmata chiusura dell’ ufficio rappresenta un duro colpo per l’ intera comunità e penalizza oltremodo gli anziani che rappresentano la fascia più debole e numerosa della popolazione». La giunta stigmatizzava come «Poste Italiane Spa, che di fatto gestisce i servizi postali in una condizione di sostanziale monopolio, continua a tagliare uffici obbligando l’ utenza a concentrarsi su poche strutture presso le quali si vanno a creare lunghe file». © RIPRODUZIONE RISERVATA.
domenico marino
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