20 Maggio 2015

Bufera calcioscommesse 50 arresti e 70 indagati

Bufera calcioscommesse 50 arresti e 70 indagati

di Bruno Oliveti wPORDENONE Una clamorosa bufera, che rischia di spazzare via le poche, ultime, certezze rimaste sul mondo del calcio italiano: è “malato” anche quello minore, se così si possono definire la Lega Pro – campionato in cui milita il Pordenone – e la serie D, torneo teoricamente dilettantistico dove girano però fior di quattrini e sulle cui partite si può anche scommettere. “Dirty soccer” è il nome in codice dell’ operazione della squadra Mobile di Catanzaro e coordinata dalla Dda di Catanzaro sul calcioscommesse. Il riferimento a un “nuovo romanzo criminale” è del sostituto procuratore Elio Romano, che così etichetta il nuovo terremoto abbattutosi sul mondo del pallone. L’ inchiesta. Presidenti, dirigenti sportivi, calciatori in attività ed ex, ma anche ricchi finziatori stranieri. C’ è tutto questo nell’ operazione, che ha numeri sono importanti: 50 fermi, oltre 70 indagati, 33 club coinvolti (20 di Lega pro e 13 di Lega nazionale dilettanti), accuse di associazione per delinquere finalizzata alla frode calcistica e con l’ aggravante di avere favorito organizzazioni mafiose, la ‘ndrangheta in particolare. In manette è finito pure un membro della cosca Iannazzo, indicato come potente clan della ‘ndrangheta di Lamezia Terme. Coinvolto anche un poliziotto. «Abbiamo scoperto una stabile organizzazione criminale – ha detto il questore di Catanzaro Giuseppe Racca – che grazie a calciatori, dirigenti e tesserati e non, ha messo in atto condotte finalizzate ad alterare i risultati di varie partite». Le gare incriminate. Ventotto le partite finite al centro dell’ inchiesta, cinque delle quali coinvolgono sei società facenti parti del girone in cui milita il Pordenone, ovvero Torres-Pro Patria dell’ 11 giugno 2014, Pro Patria-Pavia del 17 giugno, Cremonese-Pro Patria del 15 dicembre, Monza-Torres del 17 dicembre e Bassano-Monza del 21 dicembre. Le altre sono Hinterregio-Neapolis del 7 settembre, Sorrento-Montalto del 12 ottobre 2014, Neapolis-Montalto del 26 ottobre, Monopoli-Puteolana del 2 novembre, Montalto-Frattese del 2 novembre, Due Torri-Neapolis del 2 novembre, Neapolis-Akragas del 9 novembre, Neapolis-Sorrento del 23 novembre, Brindisi- San Severo del 23 novembre, Andria-Puteolana del 23 novembre, Pomigliano-Brindisi del 14 novembre, Pisa-Torres del 29 ottobre, Juve Stabia-Lupa Roma del 1 novembre, Santarcangelo-Aqualia del 15 novembre, Grosseto-Santarcangelo del 22 novembre, Aquila-Savona del 23 novembre 2014, Prato-Santarcangelo dell’ 8 ottobre, Aquila-Tuttocuoio del 25 marzo 2015, Aquila-Santarcangelo del 29 marzo, Barletta-Catanzaro del 1º aprile, Aversa-Barletta dell’ 11 aprile, Vigor Lamezia-Paganese del 12 aprile e Barletta-Vigor Lamezia del 19 aprile. Le reazioni. Uno scandalo di proporzioni bibliche, che ha suscitato un vespaio di polemiche e reazioni. Su tutte quella del presidente della Figc Carlo Tavecchio: «Ci dichiariamo parte lesa per quanto sta succedendo», ha dichiarato. Per il presidente dell’ Assocalciatori Damiano Tommasi «aprire alle scommesse il mondo dei dilettanti è stato un rischio, perché le partite sono tante e non facili da controllare». «Ancora una volta i diritti dei tifosi vengono schiacciati dagli interessi illeciti di soggetti che si arricchiscono sulla loro pelle – afferma il Codacons -. Stiamo studiando le possibili azioni legali da intraprendere per tutelare gli interessi di tifosi e scommettitori. È evidente infatti che, in presenza di partite truccate, si è verificata una lesione dei diritti degli utenti e un danno sul fronte morale e su quello materiale: vanno risarciti». «Gli agenti rischiano la vita per un mondo finto», è in sintesi il commento del Coisp, sindacato indipendente di Polizia. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this