Charth & C: fino a 10.000 euro per un ko
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fonte:
- La voce di Romagna
il caso santarcangelo
nelle 1200 pagine ricostruite le 4 sconfitte e la quota dei giocatori
per il 41enne e di lauro anche 20.000 in due
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La prima è stata Prato-Santarcangelo 3-0 dell’ 8 ottobre in Coppa Italia (degli arrestati giocarono titolari Traoré, Obeng e Ridolfi), poi arrivarono in sequenza Santarcangelo-L’ Aquila 0-1 del 15 novembre (quella del polverone per De Sanctis nello spogliatoio dell’ arbitro e che giocarono per intero Traoré e Guidone, con Obeng in campo l’ ultimo quarto d’ ora), Grosseto-Santarcangelo 1-0 (Traoré, Obeng, Guidone e Ridolfi nella ripresa) e infine L’ Aquila-Santarcangelo 2-1 (Traoré e Guidone, poi sostituito, Obeng nella ripresa). Tutte queste sconfitte, secondo la Dda di Catanzaro, sono figlie dell’ opera di tre persone alla regia (Ciardi, Di Lauro e il ds de L’ Aquila Enrico De Nicola) e, in campo, dei quattro giocatori arrestati con il magazziniere. Anche se in alcuni casi si parla di calciatori ancora da identificare e lo stesso Ciardi fa in qualche caso altri nomi. Nel caso della sfida con gli abruzzesi, compare più volte anche l’ ex santarcangiolese Mirko Garaffoni, al centro di diverse telefonate con Ciardi e Di Nicola (gli chiede l’ attendibilità del magazziniere) cui quasi suggerisce come riuscire a far quadrare il cerchio. “Il gruppo criminale si avvale dell’ opera preziosa di Daniele Ciardi, che mette a disposizione delle combines promosse da Di Nicola e Di Lauro le prestazioni rese da calciatori del Santarcangelo al suo servizio. Il Di Nicola opera combinando incontri di calcio che procurino la vittoria della “sua” Aquila mentre il Ciardi combina sconfitte della squadra cui appartiene per trarre profitto dalle scommesse che effettua sulle gare truccate, l’ uno e l’ altro riuscendo a portare a termine i propri piani criminosi grazie al denaro che Di Lauro procaccia alle frodi sportive senza difficoltà, ben ripagato dalle scommesse che effettua sui risultati alterati. Ciardi non meno che Di Nicola lucrano scommettendo sulle gare falsate” scrivono gli inquirenti, spiegando di rapporti anche con “Mauro Ulizio e Massimiliano Carluccio, soci occulti e dirigenti di fatto dela Pro Patria, di cui combinano le partite vendendone le sconfitte grazie alla presa sullo spogliatoio della squadra bustocca. Ulizio e Carluccio fanno leva infatti su un rapporto di stabile collaborazione con l’ allenatore Marco Tosi e con un gruppo di calciatori, a partire dal figlio di Mauro Ulizio, Andrea e dei suoi compagni di squadra Adolfo Gerolino e Vincenzo Melillo”. Tornando alle gare incriminate, su Santarcangelo-L’ Aquila si parla di una trattativa lunga ed estenuante, focalizzata a lungo sul pareggio (a un certo punto Ciardi dice che anche al mister andrebbe bene un pari, “ma non sa niente” e fa pure parlare Guidone con Di Nicola, che gli parla di un futuro in Abruzzo) e poi dirottata sulla vittoria esterna con abboccamenti fino quasi al fischio d’ inizio con gli stranieri che poi non ci stanno e preoccupazione del magazziniere del non riuscire a pagare i giocatori (“Non sono più credibile”). Ma quando il ds de L’ Aquila gli gira il pattuito ecco subito la proposta della sconfitta a Grosseto sette giorni dopo. E’ il caso più paradossale. Il forlivese Malvisi ci piazza 3.000 euro per i calciatori, che poi diventano 10.000 grazie a Di Nicola e al gruppo degli stranieri. La gara però non si schioda fino all’ 85′, Ciardi al telefono racconterà che “Obeng faceva quanto stabilito, lasciando tutta la fascia libera, ma quelli erano scarsi”, che “a fine primo tempo nello spogliatoio mi hanno sentito e ho ricordato loro quanto dovevano fare” e che “era stato determinante l’ ingresso di Ridolfi che aveva passato la palla indietro, Oby è rimasto fermo e… ” ed ecco il gol. Poi lo stesso Ridolfi gli scrive l’ sms “eri a rischio infarto” e il magazziniere risponde “se lunedì mi danno tutto ti faccio un regalo”. Infine, per la sfida di L’ Aquila, con Ciardi e chiamato a rispondere Traoré, cui a Porto Recanati sono stati promessi 5.000 euro, mentre in qualche caso lo stesso Ciardi e Di Lauro parlano di 20.000 euro da dividere fra loro per la combine. Tutte cose per cui il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto le carte, proponendosi di far intervenire la giustizia sportiva, e per cui il Codacons si dice pronto a class action dei tifosi. Nicola Strazzacapa.
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