Pensioni, in arrivo rimborsi una tantum da 278 a 750 euro in base al reddito
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fonte:
- Giornale di Sicilia
L’ iniziativa di Renzi sulle pensioni è assolutamente inaccettabile. Bisogna restituire a tutti i pensionati quello che a loro è stato tolto», ha detto ieri Silvio Berlusconi. Renato Giglio Cacioppo …«Se tu prendi 1700 euro lordi di pensione, l’ 1 agosto il bonus Po letti ti darà 750 euro, se 2200 euro sarà di 450 euro, se 2700 sarà di 278 euro. È un una tantum e ad essere esclusi saranno solo quelli con assegno sopra 3.200 lordi al mese». È lo stesso Matteo Renzi a spiegare in conferenza stampa, al termine del Consiglio dei ministri, il decreto legge approvato per rispondere alla sentenza della Consulta sul mancato adeguamento dei trattamenti previdenziali al costo della vita, deciso dall’ esecutivo Monti per il 2012-2013. Il bonus restituisce solo parzialmente il totale degli arretrati, limitando così la spesa a 2 miliardi e 180milioni di euro, invece dei circa 18 miliardi che sarebbero stati necessari. Dal prossimo anno inoltre, per le stesse fasce di reddito, ricomincerà l’ indicizzazione delle pensioni, con aumenti che saran no permanenti ed annuali. Inevitabili le polemiche dell’ opposizione e le proteste dei sindacati, che puntavano ad una restituzione integrale per tutti, e che adesso annunciano ricorsi. Renzi: arriva il bonus Poletti. Il premier ha dunque spiegato ieri le ragioni del decreto, battezzato con il nome del ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che restituisce parte degli arretrati della mancata indicizzazione delle pensioni, a quelle medio -basse, e ripristina l’ adeguamento al costo della vita dal 2016. «Vi ricordate quella differenza tra 2,5 e 2,6% di deficit che voi giudicavate inesistente? C’ era ma la utilizziamo per le pensioni per un totale di 2 miliardi e 180 milioni che andranno a 3,7 milioni di pensionati», dice ai giornalisti Renzi, riferendosi al cosiddetto «tesoretto» di cui si era parlato nelle scorse settimane, e spiegando che «se, come dice qualcuno, restituissimo tutto a tutti, avremmo dovuto trovare 18 miliardi, togliendo risorse ad asili, infrastrutture, dipendenti». Inoltre, aggiunge, nel decreto «c’ è l’ indicizzazione dal 2016: chi riceve 1.700 euro al mese di pensione, avrà 180 euro di rivalutazione all’ anno, 15 euro al mese, per gli assegni da 2.200 saranno 99 euro l’ anno, e per quelli da 2.700 60 euro all’ anno, 5 euro al mese». «Chi votò la norma, ora si lamenta». Il premier ricorda anche che il blocco delle rivalutazioni fu votato dalla maggioranza Pd -FI che sosteneva il governo Monti e che dunque «ora – dice – suona paradossale la critica in bocca di chi l’ ha votata. È il colmo che ora dicano che bisogna restituire tutto, è ridicolo. Noi siamo qui a correggere errori di altri». Dopo di che ha sottolineato anche che il decreto contiene una misura che «consentirà dal primo di giugno di liquidare tutte le pensioni al primo giorno del mese» e annunciato che con la prossima legge do Stabilità verrà introdotta maggior flessibilità nei criteri in uscita per chi va in pensione, per «dare un po’ più di spazio» a chi vuole lasciare prima il lavoro, rinunciando aparte dell’ assegno. Il ministro dell’ Economia, Pier Carlo Padoan ha invece assicurato che dal 2016 ci sarà «l’ introduzione di un meccanismo di indicizzazione più generoso di quello utilizzato negli anni precedenti», e ricordato che il decreto «evita che scatti una procedura di infrazione per deficit eccessivo, perché una restituzione totale avrebbe portato il deficit di bilancio al 3,6% in rapporto con il Pil». Protestano opposizione e sindacati. «L’ iniziativa di Renzi sulle pensioni è assolutamente inaccettabile. Bisogna restituire a tutti i pensionati quello che a loro è stato tolto», ha detto ieri Silvio Berlusconi, stessa linea di Lega, che annuncia ricorso alla Corte europea dei diritti dell’ uomo di Strasburgo, di Sel e M5S. Parlano di risposta «inadeguata e insufficiente» la Cisl e la Uil, mentre per la leader della Spi-Cgil, Carla Cantone, «è arrivata una prima parziale risposta ma la questione non è risolta. Non basta un bonus per sanare gli arretrati perché così si restituisce solo il 30% del dovuto». E il Codacons è pronto apresen tare un ricorso contro il decreto, perché, dicono dall’ associazione dei consumatori, «appare incostituzionale e discriminatorio».
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