Rimborso ai pensionati, i sindacati: «Ecco come fare»
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fonte:
- Il Giornale dell'Umbria
PERUGIA – Mentre il premier Matteo Renzi afferma che «restituiremo parte dei soldi nei prossimi mesi, senza mettere la mani nelle tasche degli italiani», le sigle dei pensionati di Cgil, Cisl e Uil dichiarano di «essere pronti alla mobilitazione» e l’ associazione dei consumatorio Codacons annuncia che da ieri e iniziata, anche in Umbria, la mega class action. Il tema, caldissimo, e quello della restituzione ai pensionati che ricevono un assegno superiore a tre volte il minimo (quindi sopra 1.508 euro lordi al mese), dell’ adeguamento all’ inflazione (la co siddetta perequazione) bloccato dal Governo Monti nel 2012 e 2013. Quel blocco totale, infatti, e stato bocciato dalla Corte costituzionale. La questione, inoltre, non riguarda solo il 2012 e 2013, ma anche gli anni successivi, perché adeguare all’ inflazione le pensioni per il 2012 e 2013 significa riconoscere un aumento permanente degli assegni, che si ripercuote anno dopo anno. I pensionati di Cgil, Cisl e Uil, a fronte dell’ ipotesi del Governo (presentata ieri su queste colonne) di prevedere un rimborso per scaglioni (come fatto nel 2014 e 2015), riconoscendo l’ 80% dell’ adeguamento all’ inflazione agli assegni tra 1.508 e 2mila euro lordi mensili, il 60% per quelli tra 2mila e 2mila 500 euro e nulla sopra tale soglia, annunciano battaglia. Spi-Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil dell’ Um bria, inoltre, «invitano, sin da ora, i pensionati e le pensionate ad attendere la definizione degli esiti degli incontri tra Governo e sindacati prima di procedere alla richiesta del ripristino del diritto maturato che la sentenza ha riconosciuto. Sarà compito delle organizzazioni sindacali di categoria – avvertono Capuccini, Menghini e Ciurnella, rispettivamente segretari regionali di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil – di dare informazioni sulla tempistica delle richieste del rimborso». Molto più spinto il Codacons, che annuncia di aver lanciato una “class action” (ossia un’ inizia tiva legale collettiva) e invita i pensionati ad inviare subito all’ Inps una diffida in cui si chiede di «porre in essere tutti gli adempimenti necessari alla rideterminazione e aggiornamento delle pensioni, così come mensilmente erogate, secondo l’ impianto normativo stabilito dalla normativa in vigore alla data di caducazione della norma censurata con sentenza numero 70/2015 della Corte costituzionale e quindi alla sostanziale rivalutazione e adeguamento dei trattamenti pensionistici in base alla disciplina precedente secondo il meccanismo stabilito dall’ articolo 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448; altresì, alla corresponsione, a far tempo dall’ 1 gennaio 2012, degli arretrati maturati in forza della predetta sentenza numero 70/2015 Corte Costituzionale nell’ importo complessivo maturato fino all’ effettivo soddisfo».
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