17 Maggio 2015

Antitrust, scatta l’ indagine sulla filiera lattiero-casearia

Antitrust, scatta l’ indagine sulla filiera lattiero-casearia

«Il prezzo del latte fresco in Italia moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale, con un ricarico del 317%: il prodotto di alta qualità viene acquistato dai consumatori a 1,5 euro al litro sugli scaffali ma viene pagato in media 36 centesimi agli allevatori, che non riescono più a coprire neanche i costi per l’ alimentazione del bestiame. Il risultato è che negli anni della crisi si è registrata la chiusura di una stalla su cinque con la relativa perdita di 32mila posti di lavoro». È quanto sottolinea il vice presidente di Coldiretti nazionale, Ettore Prandini (è anche leader lombardo e bresciano dell’ organizzazione) commentando positivamente l’ avvio di un’ indagine conoscitiva sulla filiera lattiero-casearia da parte dell’ Autorità garante della concorrenza e del mercato. L’ iniziativa era stata sollecitata proprio da Coldiretti che, con il Codacons, aveva chiesto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori con un esposto all’ Agcm. «Abbiamo scelto di battere questa strada – sottolinea Prandini – perché in Italia si registrano comportamenti scorretti nel pagamento alla fonte della materia prima. Situazioni che già hanno portato in altri Paesi europei alla condanna delle principali industrie lattiero casearie, molte delle quali, per altro, operano anche sul territorio nazionale». In Francia, in particolar modo, l’ Antitrust ha multato 11 aziende del settore per pratiche anticoncorrenziali, comminando una sanzione complessiva pari a 193 milioni di euro; tutto questo dopo che il 5 marzo scorso anche l’ analogo organismo spagnolo aveva annunciato multe per un totale di 88 milioni di euro a gruppi di portata internazionale. «Nel nostro Paese – insiste il leader di Coldiretti, Ettore Prandini – esiste evidente squilibrio contrattuale tra le parti: questo determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro maggiore forza economica sul mercato, con imposizione di condizioni ingiustificatamente gravose. I prezzi praticati dagli operatori a valle della filiera sono iniqui, di conseguenza il settore primario è in forte difficoltà». In questo contesto un ruolo importante avrà il decreto agricoltura approvato dal Governo su proposta del ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, che punta ad assicurare maggiore trasparenza con l’ obbligo di contratti scritti della durata non inferiore a dodici mesi: intese nelle quali si vincolano gli acquirenti a corrispondere una quotaazione che non vada sotto ai costi medi da sostenere per la produzione.
 

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