17 Maggio 2015

Caso stent scaduti al Cannizzaro una consulenza sugli interventi

Caso stent scaduti al Cannizzaro una consulenza sugli interventi

Una consulenza super partes affidata a un luminare in campo medico per appurare se alcuni interventi chirurgici, effettuati tra il 2011 e la fine del 2012 alla Cardiologia del Cannizzaro, erano necessari o no. E’ questo l’ ultimo particolare che trapela in merito al fascicolo d’ indagine aperto due anni fa a seguito di un esposto presentato dall’ allora commissario regionale all’ azienda Cannizzaro, Paolo Cantaro. Fu proprio il responsabile regionale, una volta insediatosi alla guida dell’ ospedale, a esaminare le carte sul caso degli Stent scaduti finiti nelle arterie di alcuni pazienti e a prendere provvedimenti anche per porre fine a una guerra strisciante scoppiata tra due medici dello stesso reparto. Il commissario, dopo aver disposto una indagine interna, con in mano i risultati conseguiti, nel marzo 2013 denunciò tutto alla magistratura e segnalò il caso anche all’ assessorato regionale alla Salute, provvedendo, al contempo, ad avviare un provvedimento disciplinare interno. Sembra che la direzione del Cannizzaro appurò anche disfunzioni nell’ approvvigionamento di prodotti sanitari e dispositivi medici, con acquisti di materiale in misura non coerente con i volumi di attività del reparto. Inoltre sembra ancora che i massimi dirigenti dell’ azienda segnalarono anche presunte azioni da parte di persone non individuate finalizzate alla modifica dei bollini applicati sulle confezioni degli stent. Dopo la denuncia del commissario, nel 2014 venne presentata in Procura anche quella del Codacons che in questi anni ha raccolto numerose testimonianze di pazienti e parenti in merito alle presunte anomalie riscontrate nel reparto, con la quasi matematica certezza che in alcuni casi vennero installati, nelle arterie dei pazienti, stent scaduti da qualche mese. La questione degli stent non più idonei per legge, ma ugualmente utilizzati durante gli interventi, sarebbe uno dei filoni del fascicolo e riguarderebbe non meno di sei pazienti le cui cartelle cliniche sono state sequestrate qualche mese fa dalla Procura. Fino ad oggi, mare questa tesi medica ci sarebbero anche i continui controlli medici effettuati sui pazienti ai quali sarebbe stato installato uno stent scaduto, pazienti che sino a questo momento sarebbero tutti con i parametri nella norma. Resta però il fatto che all’ interno del reparto c’ è chi era a conoscenza che le protesi erano scadute, ma ciononostante ha continuato ad utilizzarle con la palese violazione delle norme sanitarie. Un po’ come capita per quei salumieri che vendono la mozzarella scaduta da qualche giorno e anche se non fa male rischiano di finire ugualmente sanzionati per violazione delle leggi che regolano i prodotti scaduti. Ora, come ultimo passo di questa vicenda, arriva la notizia della consulenza per appurare se alcuni interventi chirurgici compiuti alla Cardiologia del Cannizzaro erano necessari o no. Si tratta di un passaggio delicato dell’ intera vicenda perché, se il consulente del magistrato dovesse appurare che alcuni interventi potevano anche non essere effettuati, si prefigurebbe un dolo grave nei confronti di quei pazienti che a questo punto sarebbero finiti in sala operatoria senza avere la necessità di essere operati. Intanto i legali del Coda cons sono in procinto di chiedere alla direzione dell’ azienda Cannizzaro un incontro per fare chiarezza sui perché, a distanza di qualche mese, gli uffici dell’ ospedale non hanno ancora provveduto a rilasciare ai pazienti che ne hanno fatto domanda i documenti che riportano tutti i dati degli stent installati: il numero della protesi, la casa che lo ha prodotto e ovviamente la sua scadenza. I legali dell’ associazione consumatori hanno spiegato che in assenza di questi dati l’ azienda potrebbe finire con l’ essere denunciata per violazione del diritto dei pazienti ad essere correttamente informati. Sono stati rinnovati i vertici di Aiop Giovani Sicilia. Nel corso dell’ assemblea che si è svolta nella sede regionale dell’ Associazione italiana ospedalità privata, è stato eletto presidente il catanese Domenico Musumeci, direttore dell’ Istituto oncologico del Mediterraneo, che prende il posto della palermitana Maria Grazia Torina. Vicepresidente è il siracusano Francesco Giardina Papa, amministratore unico della casa di cura Santa Lucia di Siracusa. All’ assemblea ha preso parte il presidente di Aiop Sicilia, Barbara Cittadini, che ha formulato gli auguri di buon lavoro ai nuovi eletti. L’ Aiop Giovani è stata fondata nel 2002 con l’ obiettivo di creare uno spazio di dibattito e una palestra di formazione di giovani imprenditori della sanità privata. “Negli anni la sezione giovani di Aiop è riuscita a tessere una forte rete di relazioni con istituzioni pubbliche e private – afferma Domenico Musumeci -. L’ obiettivo di questo triennio sarà quello di diffondere i principi e la cultura sociale ispiratori del nostro operato quotidiano e del nostro “fare impresa”, condividendolo con i nostri stakeholders”. In tredici anni di attività la sezione Giovani si è distinta per avere formulato studi e analisi sul mondo sanitario, elaborando una piattaforma di proposte per rendere più efficiente il sistema dell’ assistenza. Un lavoro svolto spesso in collaborazione con importanti università e centri studi, come l’ Osservatorio Sda Bocconi. I risultati delle ricerche hanno fornito interessanti spunti per avviare una riflessione sul futuro della Sanità. però, non si sa se queste protesi scadute possono comportare anomalie nei pazienti ai quali sono state installate. Da notizie rilasciate, sempre in maniera ufficiosa e mai ufficiale, alcuni medici sostengono che le protesi medicali sarebbero idonee anche se sca dute. La scadenza riguarderebbe soltanto il farmaco a rilascio lento che servirebbe ad evitare che l’ area in cui è stato installato lo stent tenda nuovamente ad ostruirsi. Quindi lo stent, seppure scaduto, continuerebbe a produrre benefici per il paziente. A confer.
giuseppe bonaccorsi

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