In 17 anni 60 morti per incidenti in fabbriche fuochi artificio
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fonte:
- Asca
Napoli, 13 mag. (askanews) – In 17 anni ci sono stati 60 morti in Italia in seguito a esplosioni di fabbriche di fuochi d’ artificio, di cui 24 solo in Campania. A ricordarlo il Codacons. Dopo quello verificatosi oggi a Qualiano, in provincia di Napoli, l’ incidente più recente si ebbe il 24 dicembre 2014 a Pizzoni, nel Vibonese dove si registrò una vittima. Il 9 luglio dello stesso anno, furono tre i morti a Tagliacozzo in provincia de L’ Aquila. Il 25 luglio 2013, una violenta esplosione in una fabbrica di fuochi pirotecnici a Villa Cipressi di Città Sant’ Angelo (Pescara) provocò cinque le vittime, tra le quali Maurizio Berardinucci, il vigile del fuoco del comando provinciale di Pescara, intervenuto per portare soccorso. Nel settembre 2011 ci fu la strage ad Arpino, in provincia di Frosinone, quando le vittime furono sei. Il 2 febbraio 2011 a San Giovanni di Ceppaloni, nel Beneventano, si registrò una persona deceduta. Il 10 gennaio 2011, a Santa Venerina, nel catanese, ci furono due morti. Il 6 febbraio 2008 quattro persone morirono a Castiglione in Teverina, in provincia di Viterbo. Il 6 agosto 2007, perse la vita il figlio del titolare di una fabbrica di fuochi pirotecnici di Cerchio (L’ Aquila). L’ 11 maggio 2007 un lavoratore perse la vita alla periferia di Piane di Montegiorgio (Fermo). Il 23 aprile 2007 esplosione in via Mandrio, a Gragnano, nel Napoletano. Tre le vittime. Il 24 maggio 2006, a Mercato San Severino, in provincia di Salerno, due gli operai deceduti. Il 6 agosto 2005 tre operaie persero la vita a Ottaviano, in provincia di Napoli. Il 19 luglio 2005, nel Salernitano, a Teggiano, saltò in aria una fabbrica di fuochi d’ artificio con un bilancio di due morti. Il 5 luglio 2004 cinque le vittime nell’ esplosione di una fabbrica a Giugliano, nel Napoletano. Il 30 agosto 2002, a Visciano, nel Napoletano tre persone morirono mentre altre tre restarono ferite. Il 2 maggio 2002, a Terzigno, sempre in provincia di Napoli, ci furono tre i morti. Il 23 novembre 2001 quattro persone rimasero uccise a Terricciola, in provincia di Pisa. Il 18 maggio 2000, a Veroli, in provincia di Frosinone, si registrano tre morti. Il 18 luglio 1998 a Corleone, in provincia di Palermo, morirono due persone. Il 17 luglio 1998, nell’ Agrigentino furono quattro le persone morte.
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