Passeggeri bloccati e negozi ora è corsa ai risarcimenti
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fonte:
- Il Messaggero
IL BILANCIO Secondo Atlantia, la holding che controlla Aeroporti di Roma, la società che gestisce lo scalo romano di Fiumicino, «è troppo presto per fare la conta esatta dei danni» dopo l’ incendio che mercoledì notte ha duramente colpito l’ aeroporto di Fiumicino. La holding precisa che per quanto attiene all’ impatto econonomico «ci sono coperture assicurative i cui massimali sono stati aggiornati nel 2014 a presidio sia dei danni diretti che indiretti provocati dal verificarsi dell’ evento». Insomma: tutti saranno risarciti, ma la palla passa ai periti delle assicurazioni. In attesa che l’ inchiesta della Procura individui, se c’ è, un responsabile. LA CONTA Di sicuro i danni sono enormi e una prima stima di 10 milioni di euro è destinata a crescere non appena gli operatori avranno accesso alla zona incendiata messa sotto sequestro dalla magistratura. Due milioni erano stati spesi recentemente dal Ministero dell’ Interno solo per dotare il Terminal 3 del nuovo sistema di controllo elettronico del passaporto, E-gate, con cabina di rilevazione biometrica: l’ apparato non sarebbe stato avvolto dalle fiamme ma potrebbe avere subito danni gravi. Inagibili anche i locali che ospitavano la Guardia di Finanza, la Dogana e la Polizia di frontiera. Poi ci sono danni non quantificabili, «quelli di immagine – tuona il presidente di Confcommercio Roma, Rosario Cerra – che si ripercuotono su tutta la filiera del turismo, dal pernottamento allo shopping». Una dozzina i negozi distrutti o danneggiati seriamente al T3, l’ area commerciale più prestigiosa e trafficata dell’ aeroporto: la gioielleria Bulgari, il Ferrari store (il prototipo di una “rossa” si sarebbe salvato per miracolo), Ferragamo, Sermoneta, Geox, Piquadro, il Duty Free Aelia, la gelateria Venchi, il Wine Bar Gustavo e un ristorante Chef Express. «Abbiamo due punti vendita a Fiumicino, quello al T3 H per fortuna sembra che non abbia subito danni, ma dobbiamo ancora verificare, mentre nel negozio del T3 D, che si trova accanto a UniEuro, i danni sono ingenti», il bilancio di Sermoneta Gloves. «È scoppiata la vetrina – dicono dal gruppo – la merce esposta e i guanti nelle buche sono anneriti, da buttare. E dove non è arrivato il fuoco è arrivata l’ acqua. Le foto che Adr ci ha inviato sono raccapriccianti». GLI UTENTI Il Codacons si costituirà parte civile «nei confronti dei soggetti che saranno ritenuti responsabili dell’ incendio a Fiumicino» e fa sapere che sta preparando un esposto alla Procura e all’ Enac sui rincari ingiustificati che avrebbero subito alcuni collegamenti aerei da Roma ad altre destinazioni italiane nella giornata di giovedì. «Ci risulta – afferma il presidente Carlo Rienzi – che biglietti per Catania siano stati venduti a 600 euro, una speculazione sull’ emergenza». Sul fronte dei rimborsi alle migliaia di passeggeri che hanno perso voli e coincidenze, il presidente Enac Vito Riggio richiama la Carta dei diritti del passeggero: «I viaggiatori avranno diritto a ricevere dalla compagnia aerea il rimborso del biglietto o la riprotezione su un altro aereo», ma non sono previsti indennizzi «visto che l’ evento dannoso è da attribuire a causa di forza maggiore». Ovvero: a meno che non si dimostri il dolo o la colpa grave, compagnie e gestore (la stessa Adr) si potranno rivalere solo sulle assicurazioni. Alessia Marani © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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