7 Maggio 2015

La Xylella fastidiosa sbarca anche in Liguria

La Xylella fastidiosa sbarca anche in Liguria

l Xylella fastidiosa fa tremare anche il Nord Italia. Un ulivo infetto dal batterio che sta decimando gli ulivi del Salento sarebbe stato trovato anche in un «garden» della Liguria, in provincia di Savona. La notifica è stata inviata dall’ Osservatorio fitosanitario nazionale a Bruxelles il 29 aprile. A confermarlo è il portavoce del commissario europeo Vytenis Andriukaitis. L’ ulivo, secondo le fonti, sarebbe originario di un vivaio toscano, e i test effettuati finora sulle piante vicino a quella malata ma asintomatica sarebbero negativi. In realtà, il reperto risultato infetto sarebbe stato distrutto subito dopo la prima indicazione di positività, rendendo così macchinoso il lavoro di controanalisi, che al momento farebbe pensare ad un falso allarme. Ma ormai la macchina è partita. La Commissione Ue, dato il caso piuttosto particolare, «è in contatto con le autorità italiane per avere ulteriori chiarimenti su questa notifica» e «fino a che non ci saranno ulteriori informazioni da parte dell’ Italia non potrà fornire ulteriori dettagli». Non nasconde la propria preoccupazione Michele Anzaldi, deputato del Pd e componente della Commissione Agricoltura alla Camera. «Se le notizie dell’ allargamento del contagio di Xylella fastidiosa alla Liguria e alla Toscana fossero confermate, la situazione sarebbe gravissima – dice – Significherebbe che il batterio ha girovagato per tutta la Penisola e che la piaga dell’ Xylella sarebbe ormai fuori controllo». Anzaldi chiede al commissario europeo per l’ Agricoltura Phil Hogan di farsi carico «nei tempi più rapidi possibili del dramma della Xylella e di assumere a brevissimo tutte le iniziative necessarie a coordinare gli interventi necessari ad arginare un flagello che rischia di mettere in ginocchio una coltura fondamentale». Ieri, intanto, una coalizione denominata #pattoperilterritorio che riunisce Coldiretti Puglia, Associazione Frantoiani Pugliesi, organizzazioni di produttori aderenti ad Unaprol PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti vi ticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, Cibi Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Confconsumatori e Adoc Puglia, ha consegnato a Bari, nella sede della Forestale, un documento congiunto al commissario straordinario Giuseppe Silletti. «Il Piano per l’ emergenza prevede azioni di controllo dei vettori – spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele che comprendono anche l’ impie go su larga scala di insetticidi che potrebbero avere impatti ancor più devastanti sullo stato di salute del terreno e delle piante. Tra i principi attivi indicati risultano assenti i trattamenti dell’ agricoltura biologica, come ad esempio l’ olio di neem e il piretro. Per questo, al fine di migliorare la qualità del suolo e del soprassuolo proponiamo di annoverare tra i trattamenti obbligatori l’ utilizzo di reti anti -insetto, già usate come barriere contro il punteruolo rosso delle palme, preparati biologici, un nuovo prodotto a base di olio essenziale di arancio dolce e di propoli per la lotta alla sputacchina e corroboranti affini». Tra le proposte anche il rafforzamento della ricerca per trovare soluzione di risanamento delle piante ammalate. Proprio sul tema trattamenti il commissario Silletti ha anticipato che proporrà al Comitato nazionale per l’ emergenza xylella, considerato il gran lavoro di arature compiuto sull’ 80 per cento del territorio, «di ridurre i trattamenti obbligatori soltanto ai focolai, con un ridimensionamento del 90% delle aree coinvolte». Proprio sulle buone pratiche ha ringraziato «tutti coloro i quali hanno rispettato gli obblighi di legge ma – ha aggiunto – sto per firmare un ordine di servizio che farà partire verbali e sanzioni per privati ed enti pubblici ancora inadempienti. Al contempo l’ Arif (agenzia regionale risorse irrigue e forestali, ndr) avvierà l’ azione sostitutiva perché non possiamo perdere tempo. Dobbiamo centrare gli obiettivi raggiungendo il massimo risultato con i minimi costi e le risorse residue destinarle agli agricoltori danneggiati e ai vivaisti martoriati». Ruspe al momento in stand by in attesa della decisione del Tar del Lazio sulle eradicazioni. La richiesta di usare principalmente prodotti biologici e biodinamici è giunta dal presidente del Consorzio Italiano per il Biologico, Nino Paparella, il quale ha sottolineato «la necessità di inserire nel comitato scientifico per la lotta alla Xylella specifiche competenze trasversali di carattere agronomico, economico e ecologico, oggi assenti». Per il presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tar antini occorrono «precise garanzie, nell’ ottica della collaborazione avviata, rispetto anche al divieto assoluto di uso di insetticidi nelle aree protette e di grande pregio ambientale».
 

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