Sentenza Consulta su pensioni, ora Bruxelles “monitora” l’ Italia. Sindacati: “Rimborsi subito”
Roma, 6 maggio 2015 – La Commissione europea ritiene che ” la sostenibilità a lungo termine delle finanze pubbliche deve rimanere una priorità per l’ Itali a, anche visto l’ alto livello della spesa pubblica per le pensioni”: è quanto fa sapere una fonte Ue commentando la sentenza della Corte costituzionale sulla mancata indicizzazione delle pensioni decisa dal governo Monti. ‘RISPETTARE CRITERI’ – “La Commissione aspetta la decisione del governo su come attuare la sentenza e valuterà l’ impatto sulle finanze pubbliche sulla base di tale decisione – spiega la fonte – ma questo non deve influenzare l’ impegno dell’ Italia di rispettare i criteri del Patto di Stabilità e Crescita”. La Commissione è in continuo contatto con le autorità italiane “su tutti i temi legati agli sviluppi della finanza pubblica” ricordano a Bruxelles, perché anche l’ Italia non dimentichi. ZANETTI CAUSTICO – “E scludo che sia possibile restituire a tutti l’ indicizzazione delle pensioni: per quelle più alte sarebbe immorale e il Governo deve dirlo forte”, annuncia il sottosegretario all’ Economia e segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti, pur precisando di parlare a titolo personale. SINDACATI SUL CHI VA LA’ – ” La sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato la legge Fornero sulle pensioni, va immediatamente attuata dall’ Inps , senza interferenze del Governo”, chiede il Codacons. E il segretario generale della Uil, Carmelo Barbagallo, va oltre chiedendo al governo la immediata “restituzione del maltolto”. CGIA PREOCCUPATA – Secondo una stima effettuata dall’ Ufficio studi della Cgia, la decisione presa la settimana scorsa dalla Consulta in materia previdenziale potrebbe costare alle nostre finanze oltre 16,6 miliardi di euro . L’ importo complessivo, che l’ Inps rischia di restituire ai 5 milioni di pensionati che hanno subito il mancato adeguamento Istat disposto dal governo Monti con il “Salva Italia”, è stato calcolato al netto dell’ Irpef. “Pare di capire – sottolinea il segretario Giuseppe Bortolussi – che il Governo non darà luogo ad alcuna manovra correttiva. Come farà fronte Renzi a questa situazione visto che solo per sterilizzare le clausole di salvaguardia previste per l’ anno prossimo il Governo dovà tagliare la spesa pubblica di almeno 16 miliardi di euro?” chiede il centro studi di Confartigianato. Una buona domanda cui il governo, pungolato da Bruxelles, dovrà presto rispondere.
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