6 Maggio 2015

Xylella, il giorno della verità sul Piano

Xylella, il giorno della verità sul Piano

CHIARA SPAGNOLO È IL giorno della verità per il Piano Silletti per arginare l’ epidemia di xylella fastidiosa. Il Tar del Lazio esaminerà tre ricorsi presentati da 26 aziende biologiche, da 26 vivai e da due proprietari terrieri di Oria. Con motivazioni diverse chiedono la sospensione del Piano. I vivaisti, in particolare, hanno dalla loro una prima vittoria ottenuta il 24 aprile in virtù dell’ accoglimento della richiesta cautelare dell’ avvocato Gianluigi Manelli. Da quel giorno il Piano è fermo e il Salento con il fiato sospeso. Il responso dovrebbe arrivare da Roma in giornata nel corso della riunione fra il commissario e un’ ampia coalizione di associazioni di categoria e comitati ambientalisti. Coldiretti Puglia, Associazione Frantoiani di Puglia, organizzazioni di produttori aderenti a Unaprol, PugliaOlive, CoopOlio Salento, Olivicoltori di Puglia, Ajprol Taranto, il Consorzio vivaisti viticoli pugliesi, Legambiente Puglia e Terranostra, Cibi- Consorzio Italiano per il Biologico, AproBio Puglia e Consorzio Puglia Natura, Codacons, Confconsumatori e Adoc Puglia presenteranno a Silletti “un documento di proposta per fornire un contributo utile al controllo del vettore, ai trattamenti ecocompatibili, salvaguardare l’ attività produttiva di olivicoltori e vivaisti e al contempo tutelare l’ ambiente e la salute”. E il commissario dovrà fornire risposte certe sulla rimodulazione del Piano in virtù delle nuove misure varate dal Comitato fitosanitario permanente della Ue, che prevedono eradicazioni di ulive e piante ospiti nel raggio di 100 metri nella zona di Oria, eradicazioni e monitoraggio nella fascia cuscinetto. Sul piatto del confronto tra associazioni e Silletti c’ è anche il destino delle aziende vivaistiche e l’ uso dei fitofarmaci. Per le prime è evidente che se le misure europee venissero applicate alla lettera, il settore del vivaismo salentino scomparirebbe: sia quello delle piante ornamentali, già bloccato dalla Regione e che nel 2014 ha perso il 70 per cento del fatturato, sia quello delle barbatelle, che prischia la distruzione di 20 milioni di piante messe a dimora per essere vendute in autunno. L’ altro nodo cruciale riguarda l’ uso di fitofarmaci che il Piano impone come obbligatorio da maggio, al fine di reprimere la sputacchina – insetto vettore della xylella – nella sua forma adulta. La lista dei prodotti scelti dal commissario contiene nomi che non piacciono a molti esperti del settore e che allarmano le aziende biologiche (come hanno spiegato nel ricorso al Tar gli avvocati Luigi Paccione e Valentina Stamerra) perché ne mettono a rischio l’ esistenza. Contro i fitofarmaci si sono schierati anche diversi Comuni, da Vernole a Cisternino fino a Salice, vietandone l’ uso per non compromettere l’ apicoltura. Sul fronte giudiziario, il materiale informatico sequestrato lunedì nel dipartimento di Agraria dell’ Università di Bari, il Cnr e due istituti di ricerca, nell’ ambito dell’ inchiesta della Procura di Lecce sulla diffusione e contenimento della xylella, è stato depositato presso un consulente. Si tratta di una ventina di pezzi, tra pc portatili, hard disk, pen-drive e supporti informatici, di cui sarà effettuata copia alla presenza del responsabile del centro servizi informatici dell’ Ateneo di Bari, Antonio Petroni. La partecipazione di un consulente dell’ ateneo barese alle operazioni è stata chiesta dai pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci, che hanno disposto accertamenti informatici irripetibili nell’ indagine per diffusione colposa di malattia delle piante. Il rettore Antonio Uricchio ha manifestato – a nome della comunità accademica- “massima disponibilità a collaborare con le indagini”. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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