30 Aprile 2015

Sindacati e opposizioni all’attacco di Renzi sulla disoccupazione

Sindacati e opposizioni all’attacco di Renzi sulla disoccupazione

MILANO – I numeri dell’Istat sono duri nei confronti del governo Renzi e delle politiche sul lavoro: il tasso di senza lavoro è salito al 13% a marzo e gli occupati sono diminuiti. Dopo quelli lanciati dall’Inps sull’attivazione di nuovi contratti, che lasciavano ben sperare ma erano stati accolti con cautela proprio in attesa di vedere l’Istat, quelli nuovi lanciano un allarme. E pronta arriva la reazione del mondo politico e sindacale.
“I numeri della disoccupazione dicono esattamente cosa è l’emergenza nel Paese. Il tema del lavoro dovrebbe essere l’ossessione quotidiana di chi ci governa ma non mi pare sia così”, dice ad esempio la leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine della cerimonia di commemorazione di Pio La Torre e Rosario Di Salvo, a Palermo. “Vorrei proprio sapere che cosa dice Renzi dei drammatici dati sulla disoccupazione diffusi dall’Istat…Lo chiedo a Renzi, Poletti, Alfano, alla vigilia della Festa del Lavoro”, fa eco il numero uno Lega Nord, Matteo Salvini, parlando a Radio Padania.
“Ci sarebbe anche da chiedere a Renzi che fine ha fatto il famoso tesoretto di un miliardo e mezzo – ha concluso Salvini – E’ sparito? Non dico che uno dopo una figura del genere si debba dimettere, ma almeno chiedere scusa quello sì. E invece Renzi domani verrà a fare il bullo a Milano per Expo”.
Dalle opposizioni si leva anche la voce di Forza Italia. “Complimenti al Pd, ma anche ad Ncd che si vanta di aver un gran peso nel governo, per aver regalato ai nostri giovani l’ennesimo aumento della disoccupazione giovanile che è arrivata, dati ufficiali Istat, a quota 43,1%”, dice la deputata pugliese Elvira Savino. Per il presidente della Commissione finanze della Camera, Daniele Capezzone, le notizie di oggi sono “molto preoccupanti sul piano della disoccupazione (e ancora più allarmanti sul piano di quella giovanile) mostrano che la ‘cura Renzi’ non funziona. Spin e propaganda non bastano. Per questo, da mesi noi Ricostruttori, insieme a Raffaele Fitto, proponiamo una ricetta alternativa: un vero e positivo choc-fiscale (una terapia di drastico taglio delle tasse), contro la logica degli ‘zero virgola’, che non porta l’Italia da nessuna parte”.
“Al governo Renzi diciamo: non si vive solo di Jobs Act. E’ un primo passo ma non basta. E’ ora di ridurre il costo del lavoro per le imprese se vogliamo che soprattutto le piccole aziende – cuore del tessuto produttivo del paese – aggancino il treno della ripresa”. Ne è convinto il vicesegretario vicario Udc, Antonio de Poli.
Anche dal mondo delle associazioni, la notizia viene cavalcata: “E’ ancora crisi nera per il mercato del lavoro in Italia”, afferma il Codacons: “Con una disoccupazione a questi livelli, chi ha parlato di Italia uscita dalla recessione ha commesso un clamoroso errore”, attacca il presidente Carlo Rienzi in una nota.

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