Ultimatum dopo 15 anni: «Ora il Pinguino chiuda»
-
fonte:
- l`Adige
CHIARA ZOMER Non hanno più voglia di trattare. Dopo quindici anni di proteste, ricorsi amministrativi e tentativi di mediazione, per il comitato antirumore di via Bellavista II il tempo delle discussioni è finito. Non sono disposti più ad arretrare nemmeno di un millimetro: l’ autolavaggio «Il Pinguino» deve chiudere la notte. Punto. E su questo ora mettono in mora il Comune: «Il regolamento comunale è chiarissimo su questo punto – spiega Walter Barberi – impianti come quello non possono restare aperti la notte. Su quel regolamento e sulle delibere comunali c’ è stato più di un ricorso. Adesso il Consiglio di Stato si è pronunciato definitivamente. È ora di far rispettare le norme». La vicenda è lunga più di dieci anni. Perché da quando la Dicomi ha aperto l’ impianto «Il pinguino» in via Abetone, sono iniziati i problemi di convivenza con i residenti di via Benacense II. Dalle auto in lavaggio arrivava troppo rumore. L’ han no detto subito, iniziando a sensibilizzare la politica che, per altro, in quel periodo stava iniziando a ragionare di zonizzazione austica. La delibera sui limiti – di giorno e di notte – dell’ inquinamento acustico in città, sembrava aver dato ragione ai residenti: «Ancora nel 2011 una perizia fono metrica disse che l’ impianto superava i limiti di giorno», ricorda ora Barberi. Ma la faccenda era complicata. da una parte i residenti, dall’ altra «Il Pinguino», che offriva lavoro a più di una persona. Scegliere non era semplice. A passi lenti, ma i residenti – che nel frattempo si sono rivolti all’ avvocato del Codacons Gloria Canestrini – qualche punto a loro favore l’ hanno segnato. A partire da una delibera del consiglio comunale, fino ad arrivare al regolamento sull’ inquinamento acustico, che prevedeva per gli impianti di autolavaggio la chiusura dalle 22 alle 7.30 nei giorni feriali e dalle 19 alle 9 nei festivi. Era il 2013, ai residenti pareva fatta. Ma non era così. Perché la Dicomi impugnò prima la delibera sulla zonizzazione acustica, poi il regolamento comunale. Il Tar diede torto all’ azienda, che si rivolse al Consiglio di Stato. A questo punto a tutti sembrò più conveniente ragionare di un accordo. Perché i tempi del Consiglio di Stato, è noto, non sono esattamente veloci. Per questo iniziò un lungo e faticoso percorso di mediazione. Pareva si fosse arrivati all’ intesa, tanto che prima della firma, davanti al Consiglio di Stato, lo scorso dicembre, la Dicomi a quell’ accordo fece riferimento. Il risultato fu drastico: i giudici romani – in una sentenza resa nota lo scorso gennaio – ritennero per questo il ricorso irricevibile. Ma l’ accordo doveva ancora essere firmato. A quel punto, nel febbraio scorso, il Comune inviò l’ ultima bozza, dando 15 giorni di tempo a Dicomi, per accettare. Ma dall’ azienda non rispose. E qui si arriva ai giorni attuali, con i residenti che hanno deciso: il tempo per le mediazioni è L’ impianto di autolavaggio Il Pinguino, in via Abetone: il regolamento comunale prevede che impianti di quel genere non siano aperti la notte. Una regola fino a gennaio scorso sub iudice: la Dicomi aveva infatti fatto ricorso al Tar e al Consiglio di Stato. Ora però i residenti chiedono al Comune di avere il pugno di ferro e obbligare alla chiusura notturna finito. Tanto più che dopo la sentenza del Consiglio di Stato, la norma applicabile è il regolamento, che prevede la chiusura notturna. «Noi chiediamo al Comune di far rispettare la norma. A Dicomi è già stata mandata una prima diffida, perché si uniformi al regolamento e elimini i problemi d inquinamento acustico di giorno, già evidenziati nella perizia del 2011. Loro ora rilanciano con una nuova bozza d’ accordo – spiega Barberi – ma noi non ci accorderemo proprio su nulla. E chiediamo al Comune di avere un minimo di coraggio e di far valere le norme. Aspettiamo da 15 anni».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
-
Tags: autolavaggio, comitato antirumore, Pinguino
