Expo, Codacons denuncia all’ Antitrust pubblicità della Birra Moretti
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fonte:
- Help Consumatori
“A Expo andiamo a km zero”, promette la pubblicità della Birra Moretti. Un messaggio che non piace al Codacons, che ha chiesto all’ Antitrust di aprire un’ indagine per accertare se la pubblicità non sia ingannevole. Perché? Perché il magazzino da cui viene la birra portata a Expo si occuperebbe solo dello stoccaggio e delle consegne, non della produzione del prodotto. Il Codacons ha presentato dunque un esposto all’ Antitrust sulla pubblicità della Birra Moretti apparsa in questi giorni sui principali quotidiani italiani. Nel messaggio pubblicitario al centro della denuncia si legge: “A Expo andiamo a KM 0 (.) perché viene dalla birreria di Comun Nuovo, situata a meno di 70 Km da Expo”. A dirlo è anche la pagina web dell’ azienda, per la quale “Inizia il viaggio a km 0” . Afferma online la Moretti: “Il modo migliore per iniziare un viaggio è a piccoli passi. Infatti per arrivare a Expo 2015 i nostri fusti e le nostre bottiglie non dovranno fare molta strada: lo stabilimento produttivo che rifornirà Expo si trova infatti a soli 57 km di distanza, a Comun Nuovo, in provincia di Bergamo. Così a Expo 2015 Birra Moretti sarà ancora più fresca, in una logica a KM Zero “. Per il Codacons l’ affermazione “appare generica e potenzialmente fuorviante per il consumatore medio dal momento che, come specificato nella pagina web della Birra Moretti dedicata ad Expo ( http://www.expo2015.org/it/partner/birra-moretti-/-official-partner ), il magazzino di 2.200 mq coperti è riservato allo stoccaggio, preparazione delle consegne ed al carico, e non alla produzione . Si rileva inoltre – prosegue l’ associazione – che la birra non è un prodotto agricolo fresco né tantomeno stagionale, ed il claim “Km 0” non rappresenta una indicazione generica ma esprime un impegno che le imprese alimentari assumono nei confronti dei consumatori, suggerendo, al contempo, un ridotto impatto ambientale del prodotto offerto. Per fregiarsi del titolo “prodotto italiano” o “made in Italy”, poi, è necessario che la produzione della materia prima e il luogo di trasformazione debbano eseguirsi nel territorio italiano e ci si chiede, nel caso specifico, se le sostanze che compongono la materia (tra cui il luppolo, i lieviti ed il malto) siano di origine italiana “. Il messaggio pubblicitario dunque, prosegue il Codacons, può influenzare il comportamento economico degli utenti a discapito di altre aziende: l’ associazione ha chiesto all’ Antitrust di aprire una indagine nei confronti della pubblicità della Birra Moretti volta ad accertare l’ eventuale ingannevolezza del messaggio rivolto ai consumatori. Non solo: promette anche di verificare tutti i messaggi pubblicitari dei prodotti alimentari legati ad Expo e di denunciare le aziende che promoveranno l’ italianità della propria merce senza averne pieno titolo.
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