Resta il dissenso dei sindacati
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
ROMA – Le «aperture» su alcune questioni spinose del ddl scuola (eccessivo potere dei presidi e platea dei precari) emerse ieri dall’ in contro del Presidente del consiglio con i parlamentari del Pd e l’ an nuncio di una lettera ai prof firmata Matteo Renzi, non hanno fatto rientrare il dissenso sulla «riforma». La Gilda, tra i promotori dello sciopero del 5 maggio, avverte: «quella che è scesa in piazza sabato scorso a Roma era la vera scuola italiana e se il presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi si ostina a non volerla ascoltare, stia certo che gli insegnanti rispediranno al mittente le lettere in arrivo da Palazzo Chigi». E lancia al premier una sfida: «faccia un referendum per sapere se gli insegnanti approvano o bocciano la sua Buona Scuola». Non cambia idea neppure l’ Anief (che insieme al sindacalismo di base ha indetto lo sciopero per il 24 aprile) secondo il quale non serve una lettera ai docenti ma la riscrittura della riforma: «Se non si modifica il testo, gli insegnanti non cambieranno le loro idee negative sul documento». La lista dei partecipanti alla protesta del 5 (per la quale il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, teme un dietrofront dei sindacati) si è allungata ieri con l’ adesione del Codacons («i provvedimenti allo studio del Governo sono fumo negli occhi e rischiano di creare distorsioni abnormi a danno degli insegnanti e degli studenti») e delle as sociazioni studentesche secondo le quali la riforma «va in una chiara direzione privatistica e autoritaria». Intanto, ieri pomeriggio, nel corso dell’ ufficio di presidenza in commissione Cultura, è stata decisa la riapertura dei tempi per la presentazione degli emendamenti al Ddl (ne sono già arrivati circa 2.000 presentati dai parlamentari dei diversi gruppi dell’ opposizione, ma anche dalla maggioranza che sostiene il Governo), posticipata a 24 ore dopo l’ approvazione del Def. La richiesta di un «supplemento» di tempo era stata avanzata da Movimento Cinque Stelle, Sel e Lega Nord. Ma per il Movimento Cinque Stelle il tempo in più concesso è una buona notizia «solo all’ appa renza». «La forzatura della maggioranza che, caso unico, ha deciso di collegare il provvedimento al Def, di fatto – spiegano i parlamentari del MoVimento Cinque Stelle è una ghigliottina rispetto alla possibilità di destinare ulteriori risorse a segmenti quali il personale Ata, all’ edilizia scolastica o all’ am pliamento degli organici da assumere in base al fabbisogno delle scuole». «Dalle informazioni raccolte, gli uffici della commissione Bilancio già da oggi sono all’ opera per dichiarare inammissibili gli emendamenti che avrebbero richiesto risorse aggiuntive rispetto al provvedimento, come quelli relativi all’ inclusione del personale amministrativo nell’ organico triennale delle scuole» denunciano i penta stellati che «di fronte a questa anomalia antidemocratica» hanno chiesto che, prima di iniziare la discussione degli emendamenti, la Giunta per il regolamento si esprima su questa procedura. Daniela Navi.
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