Caos metrò, la procura indaga sul blocco del servizio
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fonte:
- Corriere.it
ROMA – Interruzione di pubblico servizio: è l’ ipotesi di reato per la quale la procura di Roma aprirà un’ inchiesta sul caos dei trasporti nella capitale venerdì 17 aprile , in particolare alla stazione metro Anagnina. Il pool per i reati contro la pubblica amministrazione dovrà chiarire se siano state rispettare le fasce di garanzia stabilite dalla legge o se lo sciopero sia iniziato in anticipo cogliendo di sorpresa gli utenti. Anche l’ Authority sugli scioperi ha aperto un procedimento contro Atac e Ugl per valutare le responsabilità. L’ Autorità sentirà i vertici dell’ azienda municipalizzata e i sindacati ed avrà due mesi per decidere eventuali sanzioni. In attesa che arrivino i risultati della commissione d’ inchiesta interna all’ Atac, insediata lunedì 20 aprile. L’ esposto È stato il Codacons a sollecitare l’ apertura di un fascicolo della procura sulla vicenda con un esposto. L’ associazione dei consumatori invita tutti i passeggeri coinvolti nei disagi di venerdì sulla linea A ad aderire alla class action per chiedere i danni morali e materiali. Quanto al procedimento dell’ Authority sugli scioperi, se emergessero responsabilità dell’ azienda sono previste sanzioni da 2.500 a 100 mila euro. Se individuali l’ Authority chiederà ad Atac di prendere provvedimenti. La commissione d’ inchiesta dell’ azienda “mercoledì farà uscire i propri risultati”, ha detto la presidente della Commissione Mobilità del Campidoglio Annamaria Cesaretti (Sel). “Poi decideremo se convocare una commissione ad hoc”, ha aggiunto. Le responsabilità In ballo ci sono possibili provvedimenti a carico dei responsabili che venissero individuati. Il sindaco Ignazio Marino sabato scorso non ha escluso dei licenziamenti. A rischiare di più potrebbe essere il dirigente che ha ordinato al macchinista di fermare il treno e far evacuare i passeggeri, creando il caos sulla banchina ad Anagnina, uno dei capolinea della linea A. Il macchinista è stato difeso dai sindacati, ma anche il dirigente della Dcp, la centrale operativa, avrebbe delle attenuanti, secondo un sindacalista con lunga esperienza in Atac, che preferisce l’ anonimato. “Gli è stato chiesto di ordinare l’ arresto del treno per l’ assembramento pericoloso che si era creato alla stazione di piazza di Spagna”, dice. Ma questa versione per ora non trova conferme. “È vero che i macchinisti lavorano anche solo due ore e mezza al giorno – aggiunge il sindacalista – e l’ orario si potrebbe allungare, ma portare un treno della metro è un lavoro usurante, tra gallerie buie per mancanza di luci, catene di comando monche per i pensionamenti e materiali potenzialmente pericolosi con cui sono a contatto”. Il nuovo sciopero Intanto ci si prepara al nuovo sciopero che l’ Ugl intende proclamare. Ma Cgil, Cisl e Uil di Roma e Lazio si dicono disposte a una “concertazione” con aziende di trasporti e Campidoglio in occasione di grandi eventi come il Giubileo.
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