15 Aprile 2015

Consumatori 2.0, a Nicola Zingaretti il premio “free wifi friend”

Consumatori 2.0, a Nicola Zingaretti il premio “free wifi friend”

 
La Provincia Wifi di Roma è la più grande d’ Europa: sono più di 1100 le aree tra scuole, ospedali, uffici giudiziari, spiagge, biblioteche, centri anziani e tanti esercizi commerciali, con internet libero e gratuito. Oltre 4 milioni gli utenti coinvolti in 121 Comuni su un territorio di 5mila km2. Sono numeri che il Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha tenuto a precisare ritirando il premio “free wifi friend” promosso da Assoutenti e Associazione Cittadini Digitali nell’ ambito del progetto “Consumatori 2.0″. Zingaretti ha ricordato che, quando era Presidente della Provincia di Roma, ha voluto investire tante risorse sul wifi, arrivando a creare la rete più grande d’ Europa. Provincia Wi-Fi è nata dalla convinzione che Internet libero, gratis e accessibile a tutti nei luoghi pubblici è un diritto, proprio come l’ illuminazione pubblica o l’ acqua. Ma per portare avanti questa innovazione, Zingaretti si è dovuto scontrare con due grandi ostacoli: la pigrizia di gran parte di un Paese che è ancora molto indietro sulla digitalizzazione . Basti pensare che in Italia il wifi gratuito comunque richiede ancora la registrazione obbligatoria e dunque la navigazione non è del tutto libera, ma necessita di una password, mentre nel resto d’ Europa ormai non è più così. Il secondo ostacolo è stato l’ egoismo delle aziende che avrebbero dovuto fornire il servizio: avevano paura di far diminuire il proprio business , senza considerare che, invece, un cittadino connesso 24 ore su 24 è una grande risorsa anche per loro. Il Presidente della Regione Lazio è convinto che il diritto all’ uso di Internet sia, per il cittadino, come il diritto ad altri servizi. E progetti come Consumatori 2.0 ha diversi meriti a cominciare proprio da quello di aver ampliato questo diritto. “Lo sviluppo e il futuro dell’ Italia dipendono anche dall’ accesso alla Rete e dalle infrastrutture immateriali, che sono indispensabili come quelle materiali, le strade e i ponti – ha detto Zingaretti – Io immagino, ad esempio, che un parco possa diventare un luogo di studio o di lavoro”. Il progetto “Consumatori 2.0 – Radicamento e Interattività”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico, è portato avanti da 5 Associazioni dei consumatori (Assoutenti, Confconsumatori, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori). L’ obiettivo è quello di coniugare la presenza sul territorio con l’ adozione delle nuove tecnologie: come suggerisce il riferimento al 2.0, si passa dalla “staticità” alla “dinamicità” e alla “interattività” anche nelle attività di tutela del consumatore. Un salto di qualità dell’ azione consumeristica che cerca di coinvolgere anche le nuove generazioni, i cosiddetti “nativi digitali”. E oggi, presso la sede della Regione Lazio, le Associazioni hanno organizzato una tavola rotonda cui hanno preso parte 100 ragazzi di vari istituti superiori, provenienti da tutta Italia (Sicilia, Puglia, Campania, Liguria, Veneto e Lazio). “In questo anno abbiamo lavorato intensamente con questi ragazzi e sono convinto che bisogna dare sempre più spazio ai giovani perché hanno una sensibilità naturale verso il digitale e le nuove tecnologie che non può competere con la nostra che, per forza di cose, è artificiale – ha affermato Furio Truzzi, presidente di Assoutenti – Da loro ci possono arrivare tanti spunti interessanti per riflettere e agire per migliorare la rete”. E infatti durante l’ incontro di oggi sono state tante e meticolose le domande che i ragazzi hanno rivolto ad Alessandra Belardini, Vice Questore aggiunto della Polizia Postale, e a Francesco Luccisano, Capo segreteria tecnica del Ministero dell’ Istruzione. Qualcuno ha chiesto “come mai, se ogni computer ha un preciso IP, non si possa risalire con certezza al responsabile di ogni reato che viene commesso in Rete” . Belardini ha spiegato che in Italia vige il principio di garanzia per cui ogni attività di indagine deve raccogliere prove certe e incontrovertibili sul responsabile di un reato: e se in una casa ci sono più di due persone che si collegano con lo stesso IP vuol dire che c’ è già un’ incertezza su chi possa aver commesso l’ illecito. C’ è stato chi ha chiesto quale fosse il reato più diffuso in rete: la risposta è stata le truffe nell’ e-commerce. E chi ha lanciato il cuore oltre l’ ostacolo: riusciremo mai a garantire una totale sicurezza del web? E la risposta forse ha spiazzato più della domanda: è lecito immaginare il web come luogo sicuro perché il web siamo noi e la nostra sicurezza dipende dai nostri comportamenti e dalle precauzioni che prendiamo quando postiamo una foto o un video sui social network, quando cambiamo (o non cambiamo) le nostre password e quando effettuiamo un acquisto su questo o quel sito. @Anto_Gior.

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