4 Aprile 2015

Pasqua, pranzo “fai da te” per risparmiare

Pasqua, pranzo “fai da te” per risparmiare

I NUMERI La crisi che pilota i consumi, le famiglie che cambiano scelte e acquisti. C’ è più di un motivo dietro alla stasi che la spesa alimentare accusa anche in vista della Pasqua. Gli operatori sperano nel last minute, visto che fino a metà settimana la tendenza prevalente è di “affari a rilento”, e confidano nella forza della tradizione, tra dolci tipici e torte salate, per una Pasqua fai-da-te. Secondo una stima del Codacons Umbria, si prevede che si acquisti a mala pena una colomba e un uovo di cioccolato a famiglia e un calo di vendite rispetto al 2014, nonostante prezzi stabili e offerte. Le tendenze di vendita registrate nei giorni scorsi confermano, inoltre, la perdita di appeal per i prodotti tradizionali. «A una settimana dalla Pasqua per quanto riguarda la voce “ricorrenze” – si osserva da Conad-Pac2000A Perugia – abbiamo riscontrato una discreta contrazione delle vendite che hanno stentato a decollare. Probabilmente perché i consumatori preferiscono concentrare gli acquisti a ridosso della Pasqua. Almeno questo è il nostro auspicio». Parallelamente, i dati della società cooperativa perugina rilevano un’ avanzata di alcuni prodotti alimentari. «Per farine, salumi, uova, carni e formaggi si riscontrano incrementi nelle vendite con picchi per agnello e grana padano, anche per la politica aggressiva di pricing operata da Conad. Questo può significare che il consumatore torna alla produzione propria, in casa, rispetto al prodotto confezionato e le motivazioni potrebbero essere di tanti tipi, non ultima la crisi». Un aspetto evidenziato anche dal Codacons che per l’ Umbria prevede una spesa alimentare pasquale di 13 milioni, meno di 40 euro a famiglia. «Pensiamo ci sia un calo seppur lieve delle vendite rispetto al 2014 – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – nonostante prezzi nella maggior parte dei casi stabili. Non è un caso che alcuni supermercati abbiano deciso di regalare colombe di marca a fronte di 25 euro di spesa. Come per le uova di cioccolato come associazione abbiamo stimato un calo delle vendite del 2,5%». Le stime Codacons dicono che in Umbria il giro d’ affari per i prodotti tradizionali confezionati si aggirerà comunque intorno ai 5 milioni con 330mila e 390mila pezzi venduti di uova al cioccolato e colombe: nel primo caso neanche uno in ogni famiglia. «Si spende molto meno di quanto eravamo abituati in passato – aggiunge Carla Falcinelli – e soprattutto non si compra in eccesso con le famiglie che quando possono tornano a fare dolci e torte salate in casa”. Anche in questo caso, con un occhio attento al prezzo, l’ altro alla quantità. “Nel caso dei salumi, se prima per Pasqua si comprava un salame o un capocollo intero, ora se ne compra un pezzo, anche meno della metà». SLALOM TRA LE OFFERTE Le offerte e gli inviti all’ acquisto comunque non mancano e quelle pasquali sono partite da oltre una settimana, con l’ agnello si trova sotto i 5 euro al chilogrammo, mentre il nostrale è quotato tra gli 11 e i 12 euro al chilo. I prezzi delle uova al cioccolato (400 grammi) sono scesi sotto i 10 euro e quelli delle colombe di marca sotto i tre euro. “Sono pochi i prodotti non in offerta – aggiunge Carla Falcinelli – come i carciofi: il prezzo dei cimaroli ci è sembrato elevato così come quello degli asparagi, tra i sette e gli otto euro a chilogrammo, ci è sembrato inavvicinabile. Il fatto è che nonostante iper e supermercati inducano all’ acquisto, e per gli ultimi giorni prima di Pasqua è prevedibile un’ accelerazione negli acquisti, l’ impressione è che le famiglie comprino solo ciò che serve, stando attenti al proprio budget di spesa”. Fabio Nucci © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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