L’ Arpacal: «In corso indagini coperte dal segreto istruttorio»
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fonte:
- Gazzetta del Sud
Francesca Onda SERRA SAN BRUNO L’ Arpacal regionale conferma: sono in corso indagini della magistratura e, per questo motivo, non possiamo rendere pubblici i dati sull’ eventuale presenza di scorie radioattive nel territorio del comprensorio delle Serre. Dalla risposta dell’ Agenzia regionale per l’ ambiente si intuisce che questi accertamenti, effettuatati lo scorso mese di gennaio, tramite sorvoli sulla zona, nell’ ambito del progetto Miapi, hanno probabilmente colto nel segno. In caso di riscontri negativi, infatti, le indagini non avrebbero ricevuto alcun pregiudizio dalla diffusione della notizia che è tutto sotto controllo. A questo punto, si spera che i cittadini possano sapere al più presto a quali rischi – nel caso ve ne siano – vanno veramente incontro. L’ Arpacal intanto replica al Codacons che, attraverso il suo referente, l’ avvocato Antonio Carnovale, aveva chiesto l’ accesso agli atti, ricavandone un rifiuto. «Sorprende – ha evidenziato la direzione generale dell’ Agenzia regionale per la protezione dell’ ambiente della Calabria – che l’ avvocato Carnovale giudichi criticamente, il nostro operato soltanto perché, normativa alla mano, abbiamo fatto prevalere il segreto istruttorio di indagini dell’ autorità giudiziaria al diritto all’ informazione ambientale che la sua associazione, più che legittimamente, vanta in merito al progetto Miapi». La stessa agenzia ha tenuto a specificare che se diniego c’ è stato è stato solo per seguire un obbligo previsto dalla normativa vigente in materia, precisamente quello imposto dal decreto legislativo 195 del 2005 secondo il quale l’ accesso all’ informazione ambientale è negato quando la divulgazione dell’ informazione reca pregiudizio allo svolgimento di procedimenti giudiziari o alla possibilità di svolgere indagini per l’ accertamento di illeciti. «Se l’ avvocato Carnovale avesse voluto chiedere ulteriori spiegazioni – ha concluso l’ Arpacal-avrebbe potuto contattare i nostri uffici, ricevendo la stessa disponibilità che altre as sociazioni, nonché i sindaci di quel territorio, stanno ricevendo in questi mesi, proprio per garantire quel bilanciamento tra il diritto alla salute collettiva e la necessità di non intralciare le eventuali indagini dell’ autorità giudiziaria, violandone così il segreto istruttorio». Il Codacons era intervenuto, nei giorni scorsi, evidenziando oltre che il diniego dell’ accesso agli atti delle indagini, anche per chiedere ad Arpacal di indicare le azioni che si intendono intraprendere a tutela della salute pubblica. La notizia di una possibile presenza di siti inquinati nel territorio era arrivata in seguito alla desecretazione degli atti, avvenuta nel maggio e nel settembre scorso, nei quali i servizi segreti riportavano la presenza di un fitto traffico di scorie radioattive e rifiuti tossici, avvenuto tra gli anni Ottanta e Novanta.
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