Rifiuti interrati, il Ministero vuole i danni
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fonte:
- La Città di Salerno
di Massimiliano Lanzotto Anche il ministero dell’ Ambiente e la Regione chiedono di costituirsi parte civile nel processo “Chernobyl” fissato per ieri dinanzi ai giudici del tribunale di Salerno. Stessa richiesta è stata presentata da un nutrito numeri di comuni ed enti del Vallo di Diano, da numerose associazioni ambientaliste, tra queste Legambiente, e di tutela dei consumatori, quale il Codacons. I giudici si sono riservati fino alla prossima udienza di giugno. Il cammino del processo si è dunque interrotto ancora una volta alle fasi preliminari. Si è registrato, infatti, di nuovo un difetto di notifica per uno degli imputati, Giuseppe Adamo, il cui ultimo domicilio risulta a Cardito, in provincia di Napoli. Il tribunale ha incaricato la procura della notifica all’ interessato, sperando vada a buon fine. In assenza di riscontro la sola posizione dell’ imputato “irreperibile” sarà stralciata. Così il processo potrà essere incardinato per procedere con le eccezioni preliminari e l’ avvio del dibattimento. Alla sbarra 38 persone che rispondono di disastro ambientale. Secondo l’ accusa sono state smaltite nei terreni tra la Campania e la provincia di Foggia 980mila tonnellate di rifiuti speciali, costituiti in larghissima parte da fanghi e sabbie prodotti dagli impianti di depurazione delle acque reflue. Poi c’ erano i rifiuti liquidi del porto di Napoli e quelli provenienti da ospedali e fosse settiche degli stabilimenti balneari del litorale domizio. Questi rifiuti sarebbero finiti nei terreni di San Pietro al Tanagro in località Tempa Cardone, di Teggiano in zona Buco Vecchio, e poi a Sanizzi di Sant’ Arsenio, Via Larga di San Rufo, Serroni di Montecorvino Rovella, Ponte Barizzo a Capaccio. Altri fanghi prendevano la strada dell’ Avellinese e della Puglia, arrivando in vari comuni del Foggiano. Secondo le indagini della procura, i fanghi passavano solo per gli impianti di compostaggio e ne uscivano senza essere trattati. Uno di questi impianti era a Castelnuovo di Conza. Gli illeciti sarebbero durati dal gennaio 2006 al luglio 2007. Gli imputati avrebbero risparmiato qualcosa come 50 milioni per lo smaltimento. Di contro le difese (rappresentate tra gli altri dagli avvocati Dambrosio, Sica e Giovine) sostengono che i rifiuti sversati non erano pericolosi. Per le parti civili si sono costituiti, tra gli altri, gli avvocati Marchetti e Guerra. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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