8 Aprile 2015

Il caso osteoporosi approda all’ Ars medici di famiglia pronti ad «azioni forti»

Il caso osteoporosi approda all’ Ars medici di famiglia pronti ad «azioni forti»

Nessuno intende fare un passo indietro. Nella vicenda dei 937 medici di famiglia, segnalati alla Procura della Corte dei conti per danno erariale a causa di una presunta errata prescrizione di farmaci per l’ osteoporosi, il rischio è che alla fine a pagare saranno soltanto i malati, centinaia e centinaia di persone affette da patologie alle ossa costrette a pagarsi i medicinali di tasca propria se non ne possono fare a meno e sempe se hanno i soldi per farlo. Da tempo sia il Codacons e l’ Ordine dei medici di Catania hanno evidenziato che l’ indagine della Guardia di finanza su disposizione della Procura, ha avuto come primo risultato quello di fare abbassare drasticamente le prescrizioni dei farmaci per i quali i medici sono stati indagati. Come questo giornale ha già scritto un mese fa, dopo la conclusione delle indagini le prescrizioni sarebbero diminuite dell’ 80% per i farmaci dell’ osteoporosi e del 50% per tutte le altre tipologie di medicinali. Una riduzione che rischia di tramutarsi nella negazione del diritto alla salute, che va assolutamente evitata attraverso un chiarimento di quanto sta avvenendo. Per questo per prima cosa andrebbe fatto dagli organi sanitari un monitoraggio a tappeto per capire se questo calo vistoso di prescrizioni è inappropriato oppure se in effetti in passato si è proceduto a un surplus di prescrizioni. Nel frattempo comincia a muoversi anche la politica. Dopo l’ interrogazione al ministero della Sanità del deputato Attaguile, anche il senatore Scavone, componente della commissione Sanità, ha chiesto un intervento delle autorità e dell’ assessore regionale alla Salute, Borsellino, per chiarire quanto sta avvenendo in provincia di Catania. Qualche giorno fa la commissione regionale Sanità, presieduta da Pippo Di Giacomo, ha ascoltato in seduta il dott. Rizzo in qualità di rappresentante dell’ ordine di Catania specificamente per le questioni che attengono ai medici di famiglia e alle prescrizioni sotto inchiesta. Presenti anche i rappresentanti della Cisl sanità e quelli dell’ Asp di Catania. Rizzo rispondendo alle domande della commissione avrebbe parlato della grave situazione venutasi a creare dopo la denuncia dei medici che avrebbe causato un drastico abbattimento delle prescrizioni. il medico etneo inoltre avrebbe denunciato alla commissione, chiedendo una risposta, il perché una inchiesta che era stata fatta dai vari comandi provinciali della Gdf di Sicilia abbia avuto soltanto a Catania oltre 900 indagati, mentre in tutte le altre province non avrebbe avuto alcun seguito. Tra l’ altro, dato non da poco, il rappresentante dell’ Ordine etneo avrebbe puntato il dito sulle modalità dell’ indagine chiedendosi come mai solo nella provincia etnea ci sia stato tanto clamore visto e considerato che Catania risulta al terzo posto dopo Messina e Palermo per numero di prescrizioni di farmaci per l’ osteoporosi. Il medico avrebbe, quindi, avanziato il sospetto che l’ indagine sia nata male sin dalla sua origine. Dalla riunione in commissione sarebbe emersa la decisione dei componenti di avvia re un esame delle carte per vedere come superare questa impasse che rischia soprattutto (e questo è il dato più grave) di ripercuotersi sui pazienti affetti da osteoporosi. L’ ipotesi potrebbe essere quella di prendere in considerazione la possibile richiesta alle autorità di riverifica dei dati in maniera da giungere ai veri soggetti medici rei di un uso errato delle prescrizioni. Intanto non si hanno più notizie della commissione di esame che doveva insediarsi all’ Asp per avviare un controllo incrociato dei dati in possesso dei medici, per risalire ai possibili sanitari che hanno fatto un utilizzo scorretto delle norme. Della commissione nessuno ne parla più, né all’ Asp, né all’ Ordine dei medici. Tra le righe si racconta che l’ Asp non intenda dare seguito all’ accordo raggiunto con l’ Ordine e quindi a insediare la commissione per non giungere a una possibile contestazione dell’ iter seguito dagli organi inquirenti. L’ Asp, quindi, e così tutti i membri della commissione non intenderebbero sostituirsi all’ organo inquirente per non aprire un conflitto istituzionale. Dal canto suo l’ Ordine, attraverso il presidente Massimo Buscema, ha avuto diversi incontri a carattere istituzionale senza finora giungere a una soluzione che riporti serenità nell’ ambiente medico. Si vocifera anche che il componente dell’ Asp che dovrebbe far parte di questa commissione mista, è cioè il direttore sanitario dell’ azienda, Franco Luca, avrebbe già annunciato le due dimissioni da un organismo che ancora però non si è neanche insediato. In questo quadro molto confuso vanno aggiunte le indiscrezioni su possibili e imminenti azioni degli organismi a tutela dei medici di famiglia. Si parla tra i dottori di meccanismi di difesa della categoria che «potrebbero essere anche clamorosi».
giuseppe bonaccorsi

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