«Spending 2», 4-5 miliardi da Pa, trasporti e partecipate
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
ROMA Un nuovo percorso per realizzare «una maggiore integrazione» tra il processo di revisione della spesa e il ciclo di bilancio. Che include il “pensionamento” della legge di stabilità, destinata a essere assorbita nel disegno di bilancio triennale da varare a ottobre. E che prevede anche specifici accordi triennali tra il ministero dell’ Economia e i singoli dicasteri di spesa per individuare gli interventi legislativi e amministrativi da sottoporre a palazzo Chigi con l’ obiettivo di far marciare speditamente la spending review e rispettare i vincoli di bilancio. È quello che seguirà il Governo subito dopo il varo del Def per effetto dell’ attuazione della riforma del bilancio. Un percorso indicato nelle bozze dei documenti allegati allo stesso Def, oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri quanto meno per un primo esame (il Pnr arriverà in ogni caso venerdì), che dovrebbe consentire di superare il tradizionale metodo della spesa storica e individuare i vari gradi di priorità dei programmi di spesa (in primis quelli nuovi). Che dovranno amalgamarsi con i nuovi tagli selettivi in arrivo, almeno 10 miliardi per il 2016 (con la possibilità di arrivare a 12), 4-5 dei quali arriverranno essenzialmente da tre interventi: attuazione della riforma della Pa e rafforzamento delle centralizzazione degli acquisti di beni e servizi; stretta sulle partecipate; riduzione dei trasferimenti e sussidi al trasporto pubblico. Altri 3,1 miliardi dovrebbero essere garantiti dalla potatura delle tax expenditures (1,5 miliardi) e dalla razionalizzazione degli incentivi alle imprese (si veda Il Sole 24 Ore del 5 aprile). I 2,5-4 miliardi restanti verrebbero assicurati prevalentemente da interventi sulla spesa regionale, sprechi sanitari inclusi, e in minima parte sui Comuni. Un’ operazione quest’ ultima che poggerebbe sull’ adozione su vasta scala del metodo dei fabbisogni e dei costi standard,comunque accompagnata dal superamento del Patto di stabilità interno, anche se ovviamente i sindaci (e i Governatori) sarebbero vincolati al rispetto del pareggio di bilancio ora sancito dalla Costituzione. L’ obiettivo della cosiddetta «spending 2», alla quale sta lavorando la cabina di regia di palazzo Chigi coordinata da Yoram Gutgeld e Roberto Perotti, in stretto contatto con il ministero dell’ Economia, è quella di recuperare gran parte delle risorse necessarie per disinnescare le clausole di salvaguardia previste dalle ultime due leggi di stabilità. Se, come appare probabile, la spending dovesse garantire più di 10 miliardi (non è escluso che si arrivi a 12-13), le maggiori risorse verrebbe utilizzare per ridurre la pressione fiscale. La mappa dei tagli dovrebbe essere quantificata e dettagliata nella prossima legge di bilancio triennale da varare in autunno, sempreché non si decida per l’ ultima volta di tenere in vita l’ attuale suddivisione tra Ddl di stabilità e Ddl di Bilancio. Ma, almeno per il momento, il Governo sembra deciso a non ricorrere a proroghe. Nelle bozze dei documenti allegati al Def (si veda Il Sole 24 Ore del 4 aprile) si legge a chiare lettere che «il Governo intende attuare la delega concessa per il completamento della riforma del bilancio». Una fetta consistente delle risorse dovrebbe arrivare dall’ attuazione della riforma della Pa. Dal Codacons arriva la richiesta di tagliare gli enti inutili: sono circa 500 e costano 10 miliardi lanno. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
marco rogari
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