31 Marzo 2015

Quote latte addio, allevatori a Roma “Sopravvissuta 1 stalla su 5”

Quote latte addio, allevatori a Roma “Sopravvissuta 1 stalla su 5”

Solo una stalla su cinque in Italia è sopravvissuta l regime delle quote latte: dai 180mila allevamenti censiti nel 1984, oggi si è passati ad appena 36mila. Dopo oltre 30 anni, però, dal primo aprile l’ Europa ha deciso di tornare al libero mercato e questo apre una nuova sfida ai produttori rimasti. Lo denuncia la Coldiretti che proprio martedì chiama in piazza a Roma gli allevatori. Al Foro di Traiano anche la pronipote della mucca “Onestina”, simbolo della battaglia per il Made in Italy degli allevatori onesti scampati. shadow carousel Quote latte, il raduno a Roma degli allevatori con la pronipote della mucca Onestina Quote latte, il raduno a Roma degli allevatori con la pronipote della mucca Onestina Quote latte, il raduno a Roma degli allevatori con la pronipote della mucca Onestina Quote latte, il raduno a Roma degli allevatori con la pronipote della mucca Onestina Quote latte, il raduno a Roma degli allevatori con la pronipote della mucca Onestina Quote latte, il raduno a Roma degli allevatori con la pronipote della mucca Onestina Altre multe in arrivo I problemi per gli allevatori sono quelli dell’ accesso al credito e il crollo del prezzo del latte crudo crollato in un anno del 12%. Non solo: gli allevatori italiani devono difendersi anche dalla concorrenza straniera se si pensa che importiamo 86 milioni di tonnellate di latte a lunga conservazione dall’ estero. A preoccupare gli allevatori, poi, ci sono anche le famigerate multe per le quote latte: quelle del 2014 , ultimo anno di attuazione del regime protetto, sarebbero almeno 40milioni. Il prezzo del latte: dalle stalle alle stelle All’ inizio del regime delle quote latte nel 1984 in Italia – sottolinea la Coldiretti – erano presenti 180mila stalle, con il latte che veniva pagato in media agli allevatori 0,245 euro al litro mentre i consumatori lo pagavano 0,40 euro al litro (780 lire). Trent’ anni, il prezzo del latte fresco moltiplica più di quattro volte dalla stalla allo scaffale, con un ricarico del 317% con il latte che viene pagato agli allevatori in media 0,36 centesimi al litro mentre al consumo il costo medio per il latte di alta qualità è di 1,5 euro al litro. Il prezzo pagato agli allevatori è aumentato di poco più di 10 centesimi mentre il costo per i consumatori è cresciuto di 1,1 euro al litro. Pagamenti sottocosto Oggi quindi gli allevatori devono vendere tre litri di latte per bersi un caffè al bar, quattro litri per un pacchetto di caramelle, quattro litri per una bottiglietta di acqua al bar mentre quasi 15 litri per un pacchetto di sigarette. “E il prezzo riconosciuto agli allevatori – sottolinea la Coldiretti – non copre neanche i costi per l’ alimentazione degli animali”. L’ esposto sugli abusi della filiera “In Italia esiste uno squilibrio contrattuale tra le parti lungo la filiera che determina un abuso, da parte dei trasformatori, della loro posizione economica sul mercato, dalla quale gli allevatori dipendono” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel denunciare che “questa situazione rischia di aggravarsi con la fine del regime delle quote latte. Per questo la Coldiretti e il Codacons – conclude Moncalvo – hanno chiesto con un esposto di fare luce sugli abusi di dipendenza economica a danno dei produttori di latte fresco al Garante della concorrenza e del mercato”.
 

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