28 Marzo 2015

Allarme pensioni, persi 1.800 euro a testa

Allarme pensioni, persi 1.800 euro a testa

Una vera e propria tagliola si è abbattuta negli ultimi quattro anni sulle pensioni degli italiani. Con il blocco della rivalutazione degli assegni, sono stati sottratti a 5,5 milioni di pensionati 9,7 miliardi di euro, pari ad una perdita media di quasi 1.800 euro a testa. È l’ allarme della arriva dallo Spi-Cgil, che chiede al governo di essere ascoltato quanto prima per rimettere mano alla legge Fornero. Nel biennio 2012-2013, spiega il sindacato, l’ adeguamento delle pensioni è stato bloccato per importi superiori a tre volte il trattamento minimo, ovvero circa 1.400 euro lordi. Nel biennio 2014-2015 invece l’ adeguamento è stato sull’ intero importo della pensione con una percentuale del 100% solo per tutti quelli che hanno un assegno fino a tre volte il trattamento minimo, mentre è diminuito per le altre categorie d’ importo dallo 0,95% fino allo 0,40%. Il risultato è una perdita minima in 4 anni di 1.138 euro per gli assegni compresi tra 1.500 e 1.750 euro e di una massima di 3.567 euro per le pensioni sopra i 3.000 euro. Per questo, secondo lo Spi, serve «correggere i meccanismi attuali di rivalutazione per non penalizzare ulteriormente i pensionati italiani». La soluzione dovrebbe essere quella di applicare a tutti il 100% di rivalutazione fino a 5 volte il trattamento minimo, pari a 2.500 euro lordi al mese, per poi scendere al 50% per gli importi eccedenti la soglia. Mentre anche il Codacons calcola una perdita di potere d’ acquisto del 35% in 15 anni, Spi e Cgil chiedono dunque a gran voce un incontro con l’ esecutivo.

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