26 Marzo 2015

La proposta di Poletti: “Meno vacanze più lavoretti”

 La proposta di Poletti: “Meno vacanze più lavoretti”
Il Ministro del
lavoro suggerisce che i ragazzi italiani facciano meno vacanze e più
lavori estivi. Come fanno i suoi figli. Varie le reazioni tra genitori,
ragazzi e insegnanti.

«Un mese di vacanza va bene. Ma non c’ è un obbligo di farne tre. Una discussione che va affrontata ». E la discussione, in seguito, è sorta eccome, proprio sulle parole del ministro del lavoro Giuliano Poletti che a un convegno a Firenze sui fondi sociali europei ha così continuato per spiegare il suo pensiero: «I miei figli d’ estate sono sempre andati al magazzino della frutta a spostare le casse. Sono venuti su normali, non sono speciali». Secondo il ministro occorre quindi cominciare a pensare che una relazione con il lavoro «è una cosa che vale la pena di fare». Un modo « per garantire una formazione ». «Anche noi genitori, la società, dobbiamo riconsiderare il tema del lavoro e le giovani generazioni. Un mese di vacanza va bene, un mese e mezzo e magari un terzo potrebbe essere passato a fare formazione». Secondo il ministro, insomma, non si distruggerebbe un ragazzino se invece «di stare a spasso per le strade della città va a fare quattro ore di lavoro». Varie le reazioni nel mondo politico e non solo. Il Codacons esprime perplessità: «La riduzione delle vacanze estive degli studenti è possibile se vengono introdotti periodi di breve sospensione delle lezioni durante l’ anno scolastico, in modo da compensare i minori giorni di ferie durante l’ estate. Quello che però non convince affatto – afferma il Presidente dell’ associazione di consumatori Carlo Rienzi è il riferimento del Ministro all’ impegno lavorativo per i ragazzi nel periodo di vacanza. Ci chiediamo se Poletti sia a conoscenza dei dati sulla disoccupazione giovanile , che in Italia ha raggiunto il 41,2%. Per i giovani trovare lavoro non è certo una passeggiata, e a causa della crisi economica che perdura nel nostro paese è diventata sempre più una impresa ardua. Più che spingere gli studenti a lavorare d’ estate, il Ministro dovrebbe spingere le aziende ad assumere giovani e creare occupazione , attraverso provvedimenti specifici». Il Moige (Movimento genitori) ritiene invece «condivisibile» l’ intervento del Ministro del Lavoro: «Siamo il Paese con le vacanze più lunghe d’ Europa e questo non fa bene ai nostri figli. Un tempo così prolungato di inattività vanifica gli sforzi d’ apprendimento fatti durante l’ anno scolastico e ridimensiona fortemente l’ impatto dello studio. Riteniamo necessaria – afferma il Moige – la revisione del calendario e degli orari delle lezioni per bilanciare meglio nel corso di tutto l’ anno i periodi in cui gli studenti possono riposare. Piuttosto che cumulare i giorni di ferie in estate è preferibile prevedere pause più frequenti e ben distribuite. Attraverso questo espediente i nostri ragazzi possono approcciarsi alla didattica in modo più efficace, senza perdere l’ allenamento e il ritmo di studio» Il tempo che i ragazzi italiani passano a scuola è allineato con quello degli altri Paesi europei, sottolinea infine il segretario generale della Uil Scuola , Massimo Di Menna , commentando le dichiarazioni del ministro Poletti. «Il tempo delle vacanze scolastiche è dunque lo stesso, seppur distribuito in modo diverso da paese a paese. Questo significa che non abbiamo un surplus di vacanze . Detto questo – chiarisce Di Menna – va evitato di irreggimentare tutto. Non si può decidere tutto per tutti. Cosa far fare ai ragazzi, nel periodo di sospensione della attività scolastiche dipende dalla fascia di età e dal tipo di percorso, ed è questione che riguarda in primo luogo – afferma il sindacalista – le famiglie. Gli insegnanti possono dare suggerimenti, fornire consigli per l’ orientamento . Studi all’ estero, stage, sport, lavoro, corsi legati all’ età, alle capacità e alle esperienze maturate, tutto può contribuire all’ istruzione e alla formazione dei ragazzi. Enti locali e Governo – conclude – possono favorire l’ ampliarsi di queste opportunità e sostenere finanziariamente, attraverso tutti i canali di crescita culturale, le famiglie in situazioni economiche disagiate».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this