Il Tribunale di Catanzaro ha inoltre legittimato il Codacons ad agire
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
A distanza di cinque anni dal crollo del mercato argentino, sono ancora tanti i risparmiatori calabresi intenti a leccarsi le ferite. Ma ecco che una nuova pronuncia del Tribunale di Catanzaro lascia intravedere un barlume di speranza. Il Codacons aveva proposto un giudizio contro la Bnl, schierandosi con un risparmiatore catanzarese che aveva visto sfumare tutti i risparmi di una vita di lavoro, oltre 150 milioni delle vecchie lire, investiti in Bond-Argentini su consiglio della banca.
La Bnl aveva prospettato un investimento sicuro e senza rischi oltre che capace di garantire ottimi guadagni. In pratica – spiega l’avvocato Francesco Di Lieto che ha difeso il risparmiatore – l’esatto contrario di quanto si è poi verificato. Tuttavia, a dimostrazione che qualche volta, anche le cause "perse" possono essere ribaltate – spiega il presidente del Codacons, avvocato Maria Stefania Valentini – ecco che i Giudici ordinano alla Bnl di restituire ben 77.000 euro oltre, ovviamente, gli interessi.
Ora, forte di questa ennesima pronuncia, il Codacons invita "tutti gli istituti di Credito operanti nella nostra regione a provvedere, immediatamente, alla restituzione in favore dei risparmiatori Calabresi delle somme svanite a seguito del crack Argentina, fornendo esempio di reale tutela dei propri clienti. Le banche hanno violato le norme sulla trasparenza bancaria, i regolamenti Consob, l’informativa sulla rischiosità dell’investimento agendo spesso in conflitto d’interesse. Infatti gli istituti di credito nella pressoché totalità degli investimenti hanno trasferito le obbligazioni Argentine reperendole dal proprio paniere interno, senza che i risparmiatori avessero contezza di quanto stava accadendo e senza che le vittime "predestinate" avessero sottoscritto una apposita clausola liberatoria.
In buona sostanza il Codacons denuncia che le banche, nella collocazione dei prodotti finanziari, non hanno tenuto un comportamento diligente e conforme alle norme di legge. L’Associazione, inoltre, ritiene che le banche fossero perfettamente a conoscenza del rischio rappresentato dai titoli argentini e, per evitare perdite, hanno scaricato sui loro disperati clienti il rischio rappresentato dalle obbligazioni Argentine.
«Risulta al Codacons che i risparmiatori non sono stati adeguatamente informati sull’alta pericolosità, anche in linea capitale, dell’investimento che le stesse banche hanno proposto di sottoscrivere agli ignari risparmiatori. Le banche avevano l’obbligo di fornire ai risparmiatori una completa informazione sui rischi connessi a quelle specifiche operazioni che si consigliavano ai clienti, informazione che trattandosi di soggetti tenuti ad agire con la diligenza di un operatore qualificato, nell’ambito di un rapporto in cui è obbligatoria la tutela dell’interesse del cliente, necessariamente comprende l’indicazione, non generica, della natura altamente rischiosa dell’investimento operato. In buona sostanza i cittadini non hanno alcuna conoscenza o esperienza dei mercati finanziari e dei flussi legati a tali investimenti".
Per questo motivo – conclude il Codacons – diffidiamo gli istituti di credito a restituire le somme scomparse a seguito del crack argentino.
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