25 Marzo 2015

Scoperta la truffa delle forniture

Scoperta la truffa delle forniture

Il procedimento della truffa era estremamente facile: bastava una firma falsa per far cambiare gestore (elettrico, telefonico, del gas, ecc.) ad ignari cittadini e, di conseguenza, guadagnare una cospicua provvigione per ogni firma. E poiché le moltiplicazioni finiscono per dare somme consistenti, il “giochino” fruttava utili elevati. E poco importa se ignari consumatori si ritrovavano sulle spalle un contratto che non avevano mai voluto stipulare; poco importa se i cittadini venivano subissati da richieste di pagamento o ,addirittura, se subivano l’ interruzione dell’ energia elettrica. L’ obiettivo era guadagnare. Ma, dopo lunghe e laboriose indagini, la Procura della Repubblica del capoluogo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, ipotizzando il reato di truffa e falso in scrittura privata. Non nasconde la propria soddisfazione il Codacons alla notizia del rinvio a giudizio; era stata proprio l’ associazione che difende i consumatori, guidata dall’ avvocato Francesco Di Lieto, che aveva denunciato le pratiche scorrette e chiesto alla magistratura di procedere. Secondo l’ esposto del Codacons, una società con sede in Catanzaro, il cui legale rappresentante è un cittadino di nazionalità Boliviana, avrebbe attivato contratti di somministrazione all’ insaputa dei cittadini. «Certamente, dal punto di vista civilistico – prosegue la nota del Codacons – i consumatori non devono pagare nulla, atteso che nessuna somma può essere richiesta in base ad un contratto mai sottoscritto e, quindi, disconosciuto dall’ utente; nè il “contratto” può ritenersi valido per un presunto accordo orale o per facta conlcudentia, essendo in atto le contestazioni degli utenti e, addirittura, una denuncia per truffa. Infine, non può ravvisarsi neppure l’ ipotesi di un indebito arricchimento da parte dei cittadini che hanno utilizzato le somministrazioni, atteso che una precisa disposizione del Codice del consumo impedisce di richiedere il pagamento per somme relative a forniture non richieste». Del resto, spiegano dal Codacons, le aziende elettriche, telefoniche o che somministrano il gas «possono rivalersi su chi ha posto in essere comportamenti illegittimi, in loro nome e conto. In fondo chi è causa del suo male…». In attesa che si celebri il processo il Codacons ha invitato i cittadini a controllare le fatture che ricevono a casa e a non esitare a presentare reclamo ogni qual volta dovessero verificare delle anomalie nella fattura che ricevono di solito (come, in questo caso, il cambio di fornitore non richiesto). «Per quanto concerne le società di distribuzione – hanno concluso dal Coda cons) confidiamo nella massima attenzione nella scelta dei patners e in una seria verifica delle pratiche utilizzate per l’ accaparramento dei clienti». Ora il fascicolo processuale passerà all’ esame del giudice delle udienze preliminari che dovrà fissare l’ udienza del procedimento e, al termine, decidere se rinviare a giudizio o prosciogliere le persone rimaste coinvolte nell’ inchiesta.3(g.m.)
 

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