Sprechi, il mistero degli enti soppressi rimasti in attività
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fonte:
- Il Mattino
Si va dalla fiera dell’ Ascensione in Puglia al sopravvissuto «ripopolamento equino»
Costi altissimi, efficienza zero. Un peso di dieci miliardi di euro che grava sulla comunità, a fronte di una valanga di servizi «superflui». Sono gli enti più inutili, sopravvissuti a oltre mezzo secolo di battaglie parlamentari e normative. Il Codacons ha contato i casi più eclatanti. Uno di quei tanti grandi misteri d’ Italia. Già, perché ufficialmente sono stati dichiarati morti innumerevoli volte. Ma poi sono miracolosamente risuscitati. E malgrado i drastici piani di spending review di Monti e Renzi. Proprio il premier, ad aprile scorso, poco dopo il suo insediamento, aveva annunciato la sua strategia combattiva per realizzare risparmi e risanare la spesa pubblica. Itagli, giurava, avrebbero colpito società municipalizzate, Aci e consorzi. Via sedi della Ragioneria Generale, delle commissioni tributarie e dei dislocamenti dell’ Agenzia dell’ Entrate. E ci sarebbe stato l’ accorpamento di Aci, Pra e Motorizzazione Civile. Anche il Consiglio nazionale dell’ economia e del lavoro, il noto Cnel, sarebbe stato cancellato e le prefetture ridimensionate. Oggi solo per quest’ ultimo sembra che la cancellazione sia più vicina. La riforma della Costituzione approvata pochi giorni fa dalla Camera abroga l’ articolo 99 della Costituzione che prevede, appunto, quale organo di rilevanza costituzionale, il Cnel. E si stabilisce la nomina di un commissario. Ma la legge dovrà ritornare al Senato. Quindi, passerà ancora parecchio tempo per la sua applicazione. Ha vinto quindi il despotismo burocratico. Oggi in realtà è ancora praticamente impossibile avere un censimento certo dei carrozzoni della macchina statale «ombra». Intanto, questa cerca disperatamente di resistere. Anche in terapia intensiva, senza dipendenti e con meno fondi. «Sogno di andare a casa, di lasciare l’ ente autonomo Fiera dell’ Ascensione, è medievale. Si sbrighino a chiuderlo. Il mio incarico era per sei mesi, è durato sei anni. Non ci sono più dipendenti, perché sono andati in pensione, ma il patrimonio resta ed è inutilizzato». Così il commissario straordinario Donato De Carolis dell’ ente autonomo Fiera dell’ Ascensione di Francavilla Fontana nel brindisino, comparso piùvolte negli elenchi ufficiosi degli enti inutili. E come questo, ci sono altri 500 casi assurdi da risolvere, denunciano i consumatori del Coda cons. «Paura? Solo di morire», risponde ironico un orgoglioso dipendente dell’ Ente per l’ incremento ippico della Sicilia miracolosamente scampato alla recente sforbiciata del governatore Crocetta. E spiega: «Siamo citati come sanguisughe dei contribuenti. In realtà, il nostro centro è utile, alleviamo gli stalloni di puro sangue orientale e li forniamo agli allevatori, sennò perloro è antieconomico. Abbiamo delle entrate proprie, quelle delle aste, ma non riusciamo a coprire tutte le spese. Con quel poco che ci danno manteniamo in buona salute un patrimo nio immobiliare da 50 milioni di euro, ci guadagnano, altroché». E sopravvive ancora l’ Istituto Regionale per le Ville Tuscolane, che halo scopo di promuoverne la conoscenza. Al numero indicato per levi site rispondono: «Le vuole visitare? Alcune aprono solo qualche giorno all’ anno in occasioni speciali, altre si possono vedere solo su appuntamento. Sono private». A Frascati c’ è la bellissima villa Aldobrandini con gli affreschi del Cavalier d’ Arpino, il maestro di Caravaggio, dove si tengono altrettanto blasonati ricevimenti. Le visite costano 20 euro a persona. Con questa somma si possono vedere il giardino, il ninfeo e il Parnaso. Mentre per la guida si pagano 80 euro come rimborso spese. Villa Falconieri ospita invece il noto istituto Invalsi, l’ istituto per la valu tazione scolastica temuto da tanti studenti. Inizialmente, la riforma della scuola prevedeva la sua fusione con l’ Ipav, poi saltata. Il rischio è che a furia di esercitarsi nell’ apparente battaglia agli enti inutili si facciano anche delle vittime. La riforma della Pubblica amministrazione ha previsto, ad esempio, un altro importante addio. È quello della Forestale. Sarà accorpata alle altre forze di polizia. Ma verrebbe abolito il corpo forestale dello Stato e sopravviverebbe invece l’ esercito dei 3.000 forestali regionali. Il risparmio? 30 milioni l’ anno a fronte di una media annua di 28 milioni di sanzioni elevate dalla Forestale. Il vero pericolo? La dispersione di un patrimonio con il risultato di una minore attenzione alla tutela dell’ ambiente.
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