18 Marzo 2015

Nidi, con il “tariffone” tornano gli aumenti

Nidi, con il “tariffone” tornano gli aumenti

GIULIA CERASI LE RETTE dei nidi aumenteranno, di nuovo. Arriverà oggi, salvo colpi di scena, l’ approvazione da parte dell’ assemblea capitolina del cosiddetto “tariffone”, la maxi-delibera propedeutica al bilancio 2015 che determina il costo dei servizi pubblici a domanda individuale del Comune. Un provvedimento che, tra le maggiori novità, vede proprio il ritorno dei rincari delle tariffe degli asili per i più piccoli già bocciati a febbraio dal Tar del Lazio. Dopo la protesta dei passeggini e il ricorso da parte del Codacons, i giudici amministrativi avevano infatti ritenuto “illegittimi” i ritocchi all’ insù previsti inizialmente nel bilancio 2014 perché avvenuti a iscrizioni già perfezionate. Ora la giunta Marino ci riprova, riproponendo gli stessi aumenti che, a seconda del reddito, variano tra il 7 e il 15% in più al mese, e cancellando l’ esenzione per il terzo figlio. Altra cattiva notizia contenuta nel “tariffone” riguarda invece gli over 65 che non potranno più entrare gratis nei musei comunali. Proprio come dalla scorsa estate avviene in quelli stata- li, infatti, il Campidoglio ha deciso di far pagare il biglietto agli ultra 65enni per compensare un’ altra misura già decisa dal Mibact: l’ ingresso gratuito ogni prima domenica del mese in tutti i musei civici per i residenti. Ma se l’ ok al “tariffone” arriverà già oggi, l’ approvazione del previsionale 2015, ormai è certo, slitterà alla prossima settimana. A rallentare la corsa della maggioranza in aula Giulio Cesare sono le due delibere propedeutiche alla manovra approvate in extremis dalla giunta capitolina: il piano finanziario di Ama e l’ allargamento dell’ esenzione dell’ Irpef. Che, come da procedura, faranno riaprire i termini per la presentazione di ordini del giorno ed emendamenti, allungando di fatto i tempi per il via libera. Ed è proprio su questo punto che, ieri, si è consumato lo scontro. Se la minoranza, alla luce dello stralcio della Cosap e della tassa di soggiorno, chiedeva di presentare nuove modifiche anche alla delibera “madre”, la coalizione di centrosinistra non ha voluto sentire ragioni, prospettando la mancanza di “motivi giuridici”. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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