Costretti a pagare l’ acqua anche senza consumarla
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fonte:
- Messaggero Veneto
CIMOLAIS Parte da Torino la protesta che potrebbe portare Hydrogea in tribunale. La questione è l’ ormai nota bolletta forfetaria da 150 euro l’ anno per i consumi di acqua nelle case di montagna prive di contatore. A guidare un nutrito gruppo di persone originarie di Cimolais è Gianluca Bressa, residente nel capoluogo piemontese, ma cimoliano Doc. «L’ unica cosa certa è che non ci fermeremo, non essendo equa la mancata distinzione tra chi abita in un Comune e chi possiede un immobile», dice Bressa. Quanti siete pronti a fare opposizione alle bollette? «Io parlo per circa 150 persone, tutte originarie di Cimolais e sparse in Italia. Ma la vicenda riguarda l’ intera Valcellina e altre zone del Friuli Venezia Giulia. Non ci siamo costituiti in comitato per i costi, ma all’ interno del nostro gruppo abbiamo individuato componenti con compiti specifici. Con me ci sono Giulio Morossi, Diego Marchesini, Francesco Fabris e Pier Giovanni Bressa». Perché ritenete iniqua l’ attuale situazione? «Perché chi non risiede in un certo paese contribuisce di fatto a pagare i consumi degli abitanti, che poi votano alle elezioni comunali. Se ci avessero avvertito, avremmo installato per tempo i contatori. La mia famiglia ha due case a Cimolais e dovrebbe versare 304 euro l’ anno per 288 metri cubi presunti di acqua. A Torino viviamo in due in un alloggio molto grande e consumiamo effettivamente 110 metri cubi». E ovviamente a Cimolais non tornate spesso… «Io e mia moglie una manciata di giorni l’ anno, i miei genitori un mese circa tra ferie estive, Ognissanti e Natale». Sono state inviate più annualità o solamente quella relativa al 2013? «Ci stanno intimando i canoni dal 2011 al 2014. Cioè circa 800 euro pro capite. Chi ha la fortuna-sfortuna di detenere due unità deve versare 1.500 euro. Non capiamo il perché della manovra visto che la società non presentava conti in rosso». E’ vero che avete scritto alla governatrice regionale Debora Serracchiani? «E anche al presidente della Provincia, che però non esiste più. Il portavoce della Serracchiani mi ha risposto al telefono che si occuperanno della vicenda. Anche se temo che all’ inizio mi avesse scambiato per il deputato del Pd Giancarlo Bressa». E Hydrogea? «Di fatto a una vertenza stragiudiziale, con l’ assistenza del Codacons, ci è stato obiettato che si tratta di criteri stabiliti dall’ Ato e che procederanno come previsto». Il Comune invece vi sta fornendo chiarimenti? «Sino a oggi i Comuni hanno avuto il buon gusto di tacere, ma lo scaricabarile tra Ato, società di gestione e municipi è già cominciato. Ci sarebbe molto da dire visto che nel 2011, quando l’ Ambito territoriale ha approvato i canoni da 150 euro, i delegati dell’ Alta Valcellina risultano assenti a verbale. Posso dire che dal Comune ci è stato informalmente garantito che per il 2014 avremmo avuto una riduzione del 50 per cento della famosa quota forfetaria. Ma Hydrogea ha negato tale eventualità». Avete intenzione di fare causa? «Abbiamo interpellato vari legali, anche se gli esperti riconosciuti di diritto amministrativo e acque pubbliche non abbondano numericamente. Gli oneri sono insostenibili per chiunque nell’ ipotizzare un ricorso al Tribunale amministrativo. Tra pagare 3 mila euro piuttosto che 150, il rischio è che in tanti scelgano la via ingiusta, ma meno pesante». E allora? «Allora continueremo a denunciare questa iniquità in ogni sede, Authority nazionale compresa». Fabiano Filippin ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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