Nozze gay: Tar, “annullamento trascrizioni spetta al giudice”
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fonte:
- AGI
“Nel decidere tali controversie – precisa peraltro il segretariato generale della giustizia amministrativa – il giudice ha eseguito una ricognizione della normativa comunitaria e nazionale e della giurisprudenza costituzionale e di legittimita’, giungendo ad affermare che l’ attuale disciplina nazionale non consente di celebrare matrimoni tra persone dello stesso sesso e, conseguentemente, matrimoni del genere non sono trascrivibili”. Immediate quanto prevedibili le reazioni. Il primo sindaco a prendere posizione e’ quello di Roma, Ignazio Marino: “la sentenza del Tar – assicura – per me non e’ assolutamente una sorpresa e non credo ci sia stato mai un momento in cui ho mostrato un minimo dubbio sulla mia certezza. Ho sempre affermato, pur non essendo un esperto di giurisprudenza, che sulla base delle normative nazionali e comunitarie fosse un dovere del sindaco trascrivere un documento di un’ unione avvenuta all’ estero di due cittadini della mia citta’”. Per Marino, la sentenza “deve essere interpretata come uno stimolo al Parlamento: sono certo che il presidente del Consiglio provvedera’ a sollecitare un percorso legislativo che colmi il vuoto che in Europa esiste soltanto in Grecia e in Italia”. Secondo l’ assessore milanese alle Politiche sociali, Pierfranceso Majorino, il Tar dimostra che il sindaco Pisapia “ha sempre avuto ragione” e che la circolare in materia del Viminale era “illegittima”: per Majorino, Alfano “ha dimostrato la sua miopia oscurantista”, quando “invece di intervenire in una materia non di sua competenza, avrebbe dovuto ascoltare Pisapia”. Il Tar del Lazio ha bocciato “le imprese delle ‘sentinelle della morale'”, twitta il leader di Sel, Nichi Vendola: “e’ tempo”, aggiunge, che il prefetto di Roma e il ministro dell’ Interno “siano rimossi. E’ tempo di una nuova legge”. A sollecitare l’ emanazione di una nuova legge nazionale e’ anche il Codacons, che rivendica la fondatezza delle proprie argomentazioni: “Il Tar – spiega – non solo ha ribadito un principio importantissimo, ossia che ministero dell’ Interno e prefetture non hanno alcun potere in materia, ma ha di fatto invalidato l’ intera ordinanza del ministro, da noi impugnata perche’ palesemente illegittima”. “Il Tar ci ha dato l’ ennesima riprova che la circolare di Alfano in cui si ordinava di cancellare le trascrizioni fosse una circolare idiota”, attacca il presidente Arcigay, Flavio Romani. “L’ atto di Alfano e’ un atto da ministro e da segretario del partito piu’ omofobo. La verita’ e’ che vogliono ostacolare qualsiasi avanzamento dei diritti ma Alfano e’ stato per l’ ennesima volta sbugiardato”. “Chiediamo che il ministro Alfano e il prefetto Pecoraro prendano atto di questa sentenza, che nel ristabilire i principi del diritto, li boccia su tutti fronti, e si dimettano”, rincara la dose Andrea Maccarrone, presidente del Circolo di cultura omosessuale “Mario Mieli”. “Accogliendo il ricorso delle coppie romane contro l’ annullamento delle trascrizioni dei matrimoni celebrati all’ estero – conclude – il Tar del Lazio ribadisce quanto poteva dire gia’ uno studente al primo anno di giurisprudenza. Cioe’ che il potere esecutivo non ha competenza per intervenire d’ autorita’ sullo stato civile delle persone”. (AGI)
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