La cabinovia è subito tornata in funzione
-
fonte:
- Alto Adige
di Robert Tosin SELVA GARDENA Ore 9.30 di ieri mattina: i turisti premono, poi è silenzio quasi fosse un momento solenne. Un fruscio e l’ impianto del Ciampinoi torna in funzione. Va così in archivio la giornata campale di giovedì, quando la cabinovia è stata bloccata da un albero caduto sulla fune portante, lasciando sospesi nel vuoto duecento turisti. In quel preciso istante si è messa in moto una macchina di soccorso perfettamente organizzata per una maxi operazione di recupero che da queste parti non s’ era mai vista: 184 turisti (ieri è stato possibile anche indicare il numero esatto) sono stati raggiunti dai soccorritori e riportati con i piedi per terra, senza nemmeno un capello torto. In due ore tutto era sistemato. «Ma non venitemi a parlare di tragedia sfiorata – dice secco il presidente del consorzio degli impianti a fune della Val Gardena, Paolo Cappadozzi – perché mai nessuno si è trovato in pericolo. Quanto è successo fa parte della casualità più assoluta, ma ugualmente i sistemi di sicurezza e le modalità di intervento prevedono anche questo. E infatti non c’ è stato panico, né qualcuno che non sapesse cosa fare». Il Codacons nazionale l’ altro giorno aveva già puntato il dito sull’ incuria verso l’ ambiente e soprattutto verso i boschi. «Affermazioni di chi non ha la più pallida idea di come funzionano le cose qui da noi – replica Cappadozzi – Cosa dovremmo fare? Radere al suolo tutti i boschi per passare con 18 metri di impianto? Ma, detto questo, i controlli sono meticolosi anche da questo punto di vista. Chiudere l’ impianto per vento? Vi sono dei parametri progettuali precisi, per cui ogni tipologia di impianto regge determinate forze. E anche qui vi sono dei sistemi di sicurezza per cui l’ impianto rallenta o si ferma del tutto se la forza del vento supera determinati livelli. Al Ciampinoi non c’ erano questi problemi. Da quanto mi hanno riferito, è stata proprio una folata di vento, un mulinello, che ha strappato via quella pianta». Una serie sfortunata di coincidenze, quindi, che non ha tolto agli sciatori la voglia di salire sul Ciampinoi. «Già la sera di giovedì – prosegue il presidente – i tecnici erano al lavoro per ripristinare l’ operatività dell’ impianto. Il mattino seguente, dopo gli ultimi esami magnetoscopici, abbiamo potuto dare il via libera: alle 9.30 le cabine erano in movimento e gli sciatori non erano per nulla preoccupati». Sul lavoro dei soccorsi ha voluto invece tornare Dolomiti Superski, il consorzio degli impianti a fune dell’ area dolomitica, quasi a sintetizzare i tantissimi interventi sui social network che hanno applaudito all’ efficienza spettacolare dell’ operazione di recupero dei turisti. «L’ intervento di evacuazione – recita il comunicato diffuso ieri -, è stato portato a termine in maniera impeccabile, con rapidità, calma e sicurezza. Impegnati sul posto sono stati l’ elicottero dell’ Aiut Alpin Dolomites a supporto del Soccorso Alpino Cnsas della Val Gardena, dell’ Alta Badia, dell’ Alta Val di Fassa, del Centro Fassa e del Brd Siusi. Impegnati a terra i vigili del fuoco volontari di Selva Gardena e di Santa Cristina, i vari corpi di polizia, il personale tecnico dell’ impianto di risalita, nonché la Croce Rossa e la Croce Bianca. In meno di due ore tutti i passeggeri sono stati tratti in salvo senza alcun danno alle persone. Un vivo riconoscimento va dato anche ai passeggeri che, con pazienza e calma, hanno collaborato facilitando le operazioni. Dolomiti Superski desidera ringraziare tutti i corpi e le organizzazioni intervenuti, elogiandone la grande efficienza, frutto di una preparazione e di una capacità ottenute con studi, prove e simulazioni. Dedizione e passione ne costituiscono fattore determinante».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Tags: albero, Cabinovia, Ciampinoi, val gardena
