9 Marzo 2015

Sicurezza, il sindaco convoca tutti: dalle banche alle aziende

Sicurezza, il sindaco convoca tutti: dalle banche alle aziende Ma per i comitati poco spazio in un incontro da 100 persone

 
La parola del giorno: sicurezza. Per questa ragione, per tentare rispondere alla richiesta della città di frenare gli episodi di furti e rapine, il Comune di Modena ora chiama a raccolta tutti gli attori socio-economici del territorio per un incontro nel quale fare il punto sulle strategie da elaborare e da condividere poi, evidentemente, con la polizia municipale e soprattutto con le forze dell’ ordine (su tutte polizia di Stato e carabinieri, coloro che effettivamente la sicurezza la producono). Domani è infatti in calendario un maxi -vertice che, stando alle convocazioni, sarà affollatissimo e vedrà la presenza in prima persona del sindaco Gian Carlo Muzzarelli affiancato dal prefetto Michele Di Bari. E’ proprio il primo cittadino a firmare l’ i nv it o all’ appuntamento delle 18 in municipio. «Tra le azioni del Piano sicurezza urbana – scrive – è prevista l’ istituzione di un Tavolo unico della sicurezza che veda coinvolti referenti delle istituzioni e dei comitati e gruppi di cittadini impegnati sul tema della sicurezza -vivibilità». L’ obiettivo del Tavolo è quello «di condividere e definire le priorità d’ intervento sul territorio, tenendo conto delle esigenze espresse dalle diverse componenti della comunità». Singolare appare l’ articolazione delle personalità invitate. Ci sono praticamente tutti i vertici dei nomi forti del tessuto modenese, dalle banche (come Bper, Sgsp, Unicredit), dalle aziende sanitarie al volontariato (Forum terzo settore, Aido, Volontariamo), dalle istituzioni economiche e professionali (Camera di commercio, Confindustria, Confesercenti, Ascom, Legacoop, Cna, Cia, Coldiretti e via dicendo) ai sindacati (Cgil, Uil, Cisl), dall’ istruzione (Università, Provveditorato, Rete degli studenti) alle fondazioni (Cassa di risparmio di Modena), dai gruppi di consumatori (Udicon, Codacons, Feder consumatori) ad associazioni varie (Arci, Lac, Cup). Insomma è compreso l’ intero arco dei soggetti istituzionali e dei portatori di potere, capacità professionali e interessi, chi più e chi meno, sui quali viene da chiedersi quale contributo fattivo possano dare a un ragionamento e alla costruzione di un documento con linee guida operative sulla sicurezza. E per quanto riguarda i comitati o quanto meno chi si impegna in prima persona sul fronte della sicurezza, come indica l’ invito all’ evento, chi ci sarà? Pochi gli esponenti tirati in ballo e ovvero il Comitato Modena est, il gruppo Democrazia del basso, l’ asso ciazione Via Piave e dintorni, aggiungiamo Libera per via dell’ impegno sulla legalità: forse qualche rappresentante in più della «gente comune», fuori dagli schemi istituzionali, non avrebbe fatto male. Spiega a questo pro posito Stefano Soranna, storico esponente dei comitati della sicurezza (a Sant’ Agnese e non solo), che «il sindaco continua a organizzare incontri pubblici, spesso organizzati male e al l’ ultimo minuto; pessima è pure la comunicazione. Nel caso specifico abbiamo appreso dell’ esistenza della riunione grazie a un giro di mail tra amici; non invitare chi da anni si occupa (anche al posto degli amministratori) di sicurezza pare una mossa con un significato specifico: non c’ è spazio per le domande scomode. Meglio raccontare ancora favole ai modenesi». Altrettanto limitato il numero di politici presenti, infine, contemplando in questo senso i presidenti dei Quartieri cittadini. Quale saranno gli esiti dell’ incontro, quali sono le idee di Muzzarelli? Domani le risposte alle domande, dopo che le proposte saranno avanzate all’ assem blea. Un centinaio i soggetti invitati: e se parleranno tutti, soprattutto con parole concrete alla luce della necessità di un contrasto alla criminalità, c’ è il rischio di arrivare a notte fonda.

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