6 Marzo 2015

«Corsi con docenti mai pagati»Spariti 120mila euro in fondi pubblici

«Corsi con docenti mai pagati»Spariti 120mila euro in fondi pubblici

«STAI tranquillo, non ci sono problemi, i soldi arrivano». Eppure quei centomila euro dovuti ai docenti non sono mai finiti nelle loro tasche, nonostante provenissero da finanziamenti pubblici. E’ stato depositato nei giorni scorsi un esposto in procura contro il Consorzio Fit di via Vittorio Alfieri, centro di formazione dedita all’ organizzazione di corsi di formazione industriale e ricerca, attraverso docenti ai quali veniva via via affidato l’ incarico. Dieci i denunciati, ovvero coloro che hanno dato vita allo stesso consorzio e che, secondo l’ accusa, gestivano i finanziamenti. Il consozio, tra l’ altro, è stato dichiarato fallito lo scorso 21 gennaio. Una decina di docenti, dopo anni di lavoro non retribuito, (molti dei quali provenienti anche da fuori provincia), si sono così rivolti al Codacons per dar vita ad un’ azione collettiva. TRA i soci e titolari di diritti su azioni e quote, in tutto diciassette, enti importanti, tra cui L’ Ateneo di Modena e Reggio, fondazione democenter-sipe oppure Gambro Dasco ed istituto tecnico Fermi. Proprio la Regione Emilia Romagna sovvenzionava il centro, fornendo al suo interno attività di formazione appunto nel campo dell’ automazione industriale, ma anche nel campo delle scienze naturali e dell’ ingegneria. Prova ne è una delibera dell’ agosto 2013, in cui la giunta regionale approva il finanziamento dei percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore, destinando al consorzio Fit, per la formazione gratuita di professionisti e ad altri enti oltre due milioni di euro. In particolare, per quell’ anno, al consorzio modenese viene approvato un finanziamento pubblico di 120 mila euro. Denaro che, in parte, sarebbe dovuto servire proprio per pagare i docenti. E ci si chiede a questo punto: che fine ha fatto la somma in questione, dal momento che nelle tasche dei docenti mai vi è arrivato’? «Lavoravo per loro da otto anni – racconta Nino Mazza ma i problemi si sono registrari soprattutto negli ultimi due. A me, come a tutti gli altri docenti, promettevano quotidianamente l’ arrivo dei fondi ma, nonostante l’ emissione regolare di fatture, non abbiamo più avuto riscontri economici. Li ho sentiti l’ ultima volta a maggio, poi sono scomparsi e solo a me, per i corsi tenuti, devono circa 15 mila euro». Dall’ estate scorsa, infatti, presidente e vice presidente del consorzio risultano irreperibili. «Nell’ esposto presentato in Procura spiega il vice presidente regionale Codacons Fabio Galli (nella foto) si sottolinea come i professionisti, seguiti dall’ avvocato Massimo Grillenzoni, abbiano temporeggiato nell’ esigere il pagamento delle prestazioni erogate da parte del consorzio, sentendosi tutelati’ dalla presenza dei contributi regionali. Il compenso al docente veniva calcolato in base alle ore del corso, ma senza tariffe standard. C’ è chi attende di essere stato pagato dal 2006». Ora sarà la Procura a far luce sulla vicenda, che getta nello sconforto oltre una decina di professionisti. «Fortunatamente quasi tutti abbiamo un altro lavoro affermano in coro i docenti altrimenti saremmo veramente rovinati». Valentina Reggiani.

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