4 Marzo 2015

>>>ANSA/ Scuola:Governo rassicura precari, Parlamento si sbrighi

>>>ANSA/ Scuola:Governo rassicura precari, Parlamento si sbrighi
Poletti conferma settembre. Giannini, 20 mln per controsoffitti

ROMA
(di Tiziana Caroselli) (ANSA) – ROMA, 4 MAR – Il day after del mancato varo dei provvedimenti sulla scuola è un rincorrersi di rassicurazioni, timori e auspici. Sulle assunzioni – capitolo spinoso del pacchetto istruzione – il ministro Giannini, ospite di Uno mattina, ha assicurato che saranno rispettati “tutti gli impegni più volte elencati”, ha ribadito che le immissioni in ruolo dipenderanno dal “fabbisogno della scuola” e ammesso che sì ci saranno ancora, per un periodo molto limitato, supplenze perché serve “un periodo per mandare a regime una riforma complessa”. A darle man forte il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. “La mia opinione, quella del Presidente del Consiglio e anche quella del Ministro competente è che il tema delle assunzioni dei precari vada risolto entro i termini che sono previsti per poter far lavorare le persone nel prossimo anno scolastico”, cioè entro settembre. “Se è possibile ottenere questo risultato con un voto del Parlamento, benissimo, se non dovesse essere possibile, abbiamo altri strumenti e li useremo” ha promesso. Una delle ipotesi possibili, senza la decretazione d’urgenza, potrebbe essere quella di fare un pacchetto di assunzioni consistente per coprire il turn over in maniera abbondante. Non 100.000 assunzioni ovviamente ma certamente parecchie di più di quelle fatte negli anni passati allo stesso fine, tra le 35 e le 50 mila, per risolvere almeno in parte il problema delle supplenze annuali. Una seconda tranche potrebbe essere poi incardinata nel ddl. Dai parlamentari – ai quali Renzi ha appunto rinviato la palla scegliendo lo strumento del ddl per tradurre in norme gli interventi annunciati – arrivano intanto le prime dichiarazioni di intenti. Elena Centemero, responsabile scuola e università di Forza Italia, garantisce che il Parlamento “farà la propria parte con impegno e determinazione” ma avverte che non intende sostenere “una stabilizzazione in massa di precari, alcuni dei quali non insegnano da anni, con criteri che daranno vita a molti contenziosi”. I Pentastellati rispetto al reclutamento dei docenti si dicono “pronti alla collaborazione con le altre forze politiche, al fine di rendere celere l’iter parlamentare”, ma per quanto riguarda tutta la restante parte della riforma, ritengono che il Parlamento “debba prendersi tutto il tempo necessario per elaborare un progetto solido”. Sul fronte sindacale restano parecchie perplessità. “Sarebbe interessante capire – ha affermato il segretario generale della Cisl, Annamaria Furlan – qual è la misura che garantirà l’assunzione dei precari: da settembre a oggi, infatti, è cambiata tante volte da risultare, al momento, del tutto imprecisata”. “La preoccupazione è – sintetizza Susanna Camusso, leader della Cgil – che più in là si va nel tempo meno è credibile che ci sia per il prossimo anno scolastico l’effettiva stabilizzazione dei precari”. E il Codacons non pare avere dubbi: “l’unica strada per i precari è il ricorso ai Tribunali”. Interrogativi restano pure sulla questione paritarie. Mentre Famiglia Cristiana paventa “il rischio che i provvedimenti si perdano per strada, detrazioni comprese”, l’intergruppo di parlamentari pro parità educativa oggi ha dedicato al tema un convegno. Intanto, il ministro Giannini, alla luce dell’ennesimo caso di mala-edilizia scolastica (il ferimento ieri di una bimba per il crollo di calcinacci in un’aula di Bagheria) e a dimostrazione che La Buona scuola “non è solo una riforma che assume precari” ha annunciato l’arrivo di 20 milioni di euro per il controllo di tutti i controsoffitti degli edifici scolastici. (ANSA).

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