Il Tar boccia l’ aumento Ztl e sgretola la giunta Marino
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BRUNELLA BOLLOLI ROMA nnnI romani non sono polli da spennare: bocciati gli aumenti voluti dal Comune per entrare nella Zona a traffico limitato. Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso del Codacons che canta vittoria e fa festa. «Gli aumenti erano illegittimi», gongola il presidente Carlo Rienzi, «perché creavano evidenti disparità tra cittadini. Chi risiedeva nelle zone Ztl era soggetto a una tassazione abnorme, a differenza degli altri cittadini, indipendentemente dal reddito e dalla capacità contributiva». Per Rienzi «chi ha pagato le nuove tariffe potrà chiedere all’ amministrazione la restituzione delle maggiori somme versate». Cifre non da poco considerato che la delibera della giunta Marino aveva quasi decuplicato le tariffe per oltrepassare i varchi di Roma. Per i residenti in centro il Campidoglio aveva stabilito di far lievitare il prezzo da 78 a 1.016 euro per cinque anni per i veicoli fino ai 19 cavalli fiscali; da 94 a 1.216 euro per quelli fino ai 23 cavalli, da 109 a 1.416 euro oltre i 23 cavalli. Chi invece non vive in centro doveva pagare 2.016 euro anziché 600. E senza dilazione di pagamento: tutto subito perché il Comune deve fare cassa. L’ assessore alla Mobilità Guido Improta non l’ ha presa bene. È stato lui stesso a comunicare il verdetto del tribunale annunciando di volere dimettersi perché «la decisione del Tar mina l’ intera strategia di contrasto al traffico privato, in particolare nel centro storico, portata avanti in questi venti mesi». Il responsabile del traffico aveva già la lettera di addio pronta (da mesi, per altro, si vocifera della sua intenzione di lasciare l’ incarico), ma Ignazio Marino, dopo una telefonata, lo ha stoppato. «Ho sconsigliato a Improta di venirmi a trovare», ha spiegato poi il sindaco, «rischierebbe di uscire dalla mia stanza con più deleghe, visto che sono molto soddisfatto del suo lavoro». Insomma, il «marziano di Roma» non solo difende il suo assessore, ma tira dritto con il salasso ai cittadini: «Presto una nuova delibera per gli aumenti della Ztl», ha sbandierato ieri sera, mentre infuriavano le polemiche. La sentenza è un macigno sulla sua gestione, soprattutto per le motivazioni della bocciatura. I giudici del Tar, infatti, hanno puntato il dito contro la «mancata istruttoria da parte del Comune, che ha agito in modo repentino». Tradotto: aumenti ingiustificati e senza tenere conto dei cittadini. Gioisce l’ opposizione da Fi a Ncd, dal M5S a Fdi, dalla lista Marchini a Sel. «Stop alle tasse di Marino», ha attaccato l’ azzurra Annagrazia Calabria. «Dimostrata l’ incompetenza del sindaco», ha aggiunto l’ Ncd Roberta Angelilli. «Marino segua Improta, dimissioni subito», ha tuonato Fabrizio Ghera, di FdI-An. Per Francesco Storace, leader della Destra, «i danni alla città impongono le dimissioni di entrambi». E Luca Aubert di Noi con Salvini: «Ennesima doccia fredda per Marino e Improta», ha dichiarato, «questa giunta vuole solo fare cassa».
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