Crac Molisannio, adesso l’ attesa peri rimborsi
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fonte:
- Il Mattino
Nei comuni del Fortore, e non solo, argomento di discussione dei creditori è la sentenza relativa alle undici condanne per il crac della «Molisannnio» per i componenti del Cda e del collegio dei sindaci e per un funzionario, tra cui Claudio Paoletti, expresidente della finanziaria, condannato a 6 anni. Reazioni miste a parziale delusione e speranza. Uno dei creditori, Salvatore Patuto, pensionato di Castelvetere, presente in aula al momento della lettura della sentenza, è parzialmente soddisfatto:«Ho seguito quasi tutte le udienze in tribunale, insieme ad altri creditori di Castelvetere, e soprattutto le ultime fasi processuali con le arringhe degli avvocati dei creditori e dei condannati. Mi aspettavo pene molto più severe e tempi meno lunghi per ottenere la sentenza di condanna. Per il Crac Molisannio sono trascorsi più di 10 anni dalla cancellazione della finanziaria dall’ elenco tenuto all’ epoca dall’ Ufficio Italiano Cambie finora noi rispar miatori abbiamo recuperato appena il 30% dei nostri sudati risparmi». I creditori della finanziaria appartengono alle diverse categorie di pensionati, artigiani, agricoltori, commercianti, impiegati, professionisti. Per Antonio Colella, pensionato di Castelvetere, bisogna avere ancora speranza per recuperare altre somme spettanti. «Noi creditori siamo ancora preoccupati e con il fiato sospeso. Però speriamo ancora». Quattro sono le strade aperte perle azioni di recupero: l’ attività degli organi di liquidazione per il recupero dei crediti a seguito del concordato preventivo; il processo penale appena concluso con la sentenza di condanna; l’ azione di responsabilità con la richiesta di risarcimento danni nei confronti della Banca d’ Italia da parte del Codacons e di altri legali; infine, la sentenza del Tribunale di Benevento, a seguito all’ azione di responsabilità, con cui è stata inflitta una pesante condanna a carico di Claudio Paoletti, Cosimo De Gennaro, Ugo Iorio, Valentino Lucarelli, Mario Petti, Antonio Spallone e Michele Varricchio, in solido tra loro, e per De Gennaro, Petti e Varricchio fino alla concorrenza di 500mila euro, al pagamento in favore di Molisannio spa della somma complessiva di 3,5 milioni oltre agli interessi dalla domanda. La società finita nel mirino degli inquirenti, come noto, aveva sedi a Benevento, Montefalcone di Val Fortore, San Bartolomeo in Galdo, Paduli, San Giorgio La Molara, Castelvetere e a Isernia. Numerosissimi risparmiatori avrebbero subito danni. Molti di loro si sono costituti come parti civili anche nel processo penale. Dopo la procedura di concordato preventivo approvata dal Tribunale di Benevento sono stati finora effettuati tre riparti in favore dei creditori chirografari; precedentemente nella fase di liquidazione volontaria era stato effettuato un ulteriore riparto in favore dei beneficiari pari al 10%. Complessivamente è stato finora recu perato dai risparmiatori circa il 30% dei loro depositi. Pellegrino Minicozzi è stato nominato commissario giudiziale e l’ assemblea dei creditori ha approvato il concordato preventivo che prevedeva di colmare il 50, 60% di passivo. Ma dopo un decennio siamo alla metà. Massimo Zeno è stato invece nominato custode giudiziario e, poi, liquidatore della società. L’ inchiesta è partita dall’ ispezione condotta dalla Guardia di Finanza che aveva accertato la violazione delle norme in quanto Molisannio svolgeva attività bancaria con la raccolta del risparmio.
paolo bontempo
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