Modifica del Codice del Consumo per class action più efficaci
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fonte:
- Quotidiano di Sicilia
CATANIA – Rendere più efficiente la class action affinché diventi un concreto strumento di tutela per i consumatori: è la richiesta avanzata in occasione di un incontro con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, cui è stato illustrato il documento sottoscritto da 18 associazioni dei consumatori (Altroconsumo, Adiconsum, Adoc, Adusbef, AssoConsum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori Utenti, Cittadi nanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori-Acp, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Movimento Consumatori, Unione Nazionale Consumatori e Utenti dei Servizi Radiotelevisivi) contenente alcune proposte di modifica dell’ articolo 140 del Codice del Consumo relativamente all’ istituto della class action. Il ministro si è impegnato ad elaborare una bozza di riforma ed ha garantito che il testo di riforma verrà elaborato attraverso un lavoro interministeriale, con il coinvolgimento delle associazioni stesse. “Auspichiamo che si possa intervenire sulla materia attraverso un emendamento al Disegno di legge sulla ‘Concorrenza’, così da mettere rapidamente a disposizione delle nostre associazioni e dei consumatori uno strumento di tutela realmente efficace” scrivono le associazioni in una nota congiunta. Effettivamente la class action presente alcune lacune mai superate effettivamente. Ad esempio per controversie al di sotto delle 500 euro i consumatori rinunciano aportare avanti un’ azione legale per ottenere giustizia in caso di controversie. “In questa riluttanza risiede il più appariscente limite nella concreta tutela del consumatore che ricade, più in generale, sull’ efficienza stessa del mercato – dichiara Massimiliano Dona, Segretario generale dell’ Unione Nazionale Consumatori -. L’ azione di classe e le soluzioni alternative delle controversie cercano di ovviare all’ asimmetria processuale, cioè a quel divario tra l’ utilità della tutela individuale ed il costo che il consumatore si assume nel momento in cui decide di intraprendere un’ azione. Perché si possa dire che i diritti dei consumatori siano effettivi in Italia, dunque, sarebbe necessario poter affermare che essi siano concretamente azionabili: nel nostro Paese, invece, esiste ancora una significativa distanza tra la protezione scritta nel Codice del Consumo, la cosiddetta ‘law in the book’, e quella effettivamente riconosciuta nel mercato”. Da considerare che proprio l’ Unione Nazionale Consumatori è stata la prima associazione ad aver vinto una class-action ma questo non convince l’ associazione di categoria: “Nutriamo ancora forti dubbi sull’ efficacia dique sto strumento – aggiunge Dona -. Per certi aspetti potrebbe aiutare un maggiore sviluppo degli strumenti alternativi di soluzione delle controversie ed in particolare le conciliazioni; ma a volte non è una strada meno tortuosa. E’ da queste premesse – conclude il segretario generale – che discende l’ esigenza di riformare questi strumenti, nella prospettiva di realizzare un vero enforcement, anche in virtù della funzione di deterrenza che la minaccia di una reale tutela potrebbe esercitare nel dissuadere i comportamenti delle imprese scorrette”. Michele Giuliano.
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