26 Febbraio 2015

Protocollo per la lotta al gioco d’ azzardo

Protocollo per la lotta al gioco d’ azzardo

Dal 2008 ad oggi si sono rivolti al Serd dell’ Asl 12 quattrocento malati di gioco d’ azzardo. Ottanata solo lo corso anno, Si tratta di persone che passano il loro tempo a giocare e spendere soldi alle slot machine al bar o in solitudine davanti al proprio smartphone. Una piaga a cui ha dichiarato guerra la Prefettura di Venezia che ha organizzato un tavolo tecnico per il suo contrasto, la tutela dei minori e la ludopatia in accordo con i comuni della provincia, gli Enti morali e religiosi e le forze di polizia. Il Protocollo, firmato ieri in Prefettura, prevede l’ istituzione di un tavolo provinciale di confronto interistituzionale, al fine di «procedere al monitoraggio del fenomeno ed all’ individuazione degli interventi tesi a potenziare l’ informazione e la formazione dei cittadini e degli operatori economici». Presenti alla firma il Commissario straordinario del Comune di Venezia, il commissario della Provincia, i sindaci di Caorle, Ceggia, Concordia Sagittaria, Jesolo, Marcon, Martellago, Mira, Musile di Piave, Noale, Portogruaro, Quarto d’ Altino, San Donà, San Michele al Tagliamento, Spinea e Vigonovo, i rappresentanti dell’ Ufficio Scolastico Territoriale, dell’ ANCI Veneto, dell’ Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato di Venezia, delle Asl del Veneto, della Camera di Commercio, delle Associazioni di categoria Confcommercio, Confesercenti, Federazione Italiana Tabaccai, Codacons e delle Associazioni di volontariato Libera, Uomo Mondo Onlus, Agesci, Azione Cattolica del Patriarcato di Venezia e della Fondazione Antonino Caponetto. Presenti i vertici delle forze di polizia. Annunciati controlli in collaborazione con i Monopoli di Stato nei locali che ospitano slot machine, mentre alla Polizia Postale e delle Telecomunicazioni l’ incarico di contrastare il gioco d’ azzardo in rete. È il primo protocollo del genere che viene firmato in Italia. Particolarmente significativa sarà inoltre l’ azione delle associazioni di categoria e di volontariato, che avranno il compito di sensibilizzare gli operatori economici, bancari e finanziari sulla delicata e complessa problematica e le conseguenti ripercussioni negative sul piano sociale, familiare e lavorativo, attraverso l’ attivazione di concrete misure di prevenzione, tra cui la riduzione della pubblicità indiscriminata ed incontrollata all’ esterno degli esercizi commerciali, l’ istituzione di “marchi di qualità” che identifichino gli esercizi aderenti alle iniziative.(c.m.)

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