Il Codacons: «Scandalosa malaburocrazia»
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fonte:
- La Sicilia
Il Codacons presenta un esposto-denuncia alla Procura e parla di «scandalosa malaburocrazia», puntando l’ indice contro il Consorzio di bonifica di Caltagirone, ritenuto “reo” di aver fatto andare in fumo un progetto con contributi comunitari per 550mila euro «che avrebbe creato 12-15 posti di lavoro». Il Consorzio replica di avere operato correttamente e di avere fatto tutto il possibile «per ottenere l’ ok anche dell’ organo statale di controllo delle dighe». Al centro del botta e risposta c’ è il progetto di un gruppo di giovani biologi (in cooperativa) per l’ allevamento di specie ittiche pregiate nell’ invaso Don Sturzo – Ogliastro. «Il progetto – informano dal Codacons – prevede richiestissimi laghetti di pesca sportiva, un servizio di ristorazione a Km 0, una scuola e un noleggio di imbarcazioni removeliche. La prima fase, quella dell’ allevamento ittico, è stata ritenuta meritevole di finanziamento (330mila euro su un totale di 550mila). Il progetto (due prefabbricati sulla riva del lago e 6 gabbie galleggianti nel punto più profondo), veniva redatto da un noto ingegnere progettista di un impianto di gabbie galleggian ti off shore al largo di Villafranca Tirrenica. Sono state ottenute tutte le ulteriori autorizzazioni. Ma, in prossimità dell’ inizio lavori, il Consorzio di bonifica, che è l’ unico responsabile della vigilanza e gestione degli impianti, invece di pronunziarsi, inviava la documentazione all’ Ufficio tecnico Dighe di Palermo del ministero Infrastrutture. Dopo un anno e 11 mesi di pretestuoso blocco il 15 ottobre 2014, scadevano i termini per il contributo. Il Consorzio convocava la cooperativa solo 9 giorni dopo. Questi ritardi pare abbiano una giustificazione: il tentativo, perfettamente riuscito, di dilazionare i tempi fino a fare scadere i termini del contributo, allo scopo di perpetuare l’ uso in monopolio assoluto di un bene di cui il Consorzio fruisce senza nemmeno essere titolare di concessione demaniale». «Da tempo – risponde il direttore del Consorzio, Fabio Bizzini – cerchiamo di superare tutti gli ostacoli che derivano dal fatto che l’ impianto è stato progettato non in un lago, ma in una diga. Ci siamo molto adoperati per superare le giuste osservazioni dell’ organo tecnico statale e recentemente avevamo ottenuto anche il benestare della Direzione Dighe. Nessuno, però, ci ha informati che il finanziamento era stato revocato già il 15 ottobre. Lo scorso gennaio la società ci ha invece anche proposto uno schema di convenzione che, pur senza contributo economico per il Consorzio, è stato recentemente approvato dal commissario, a dimostrazione della volontà di venire incontro all’ iniziativa». MARIANO MESSINEO.
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