22 Febbraio 2015

Tariffe elettriche, l’ Authority attacca «Concorrenza ancora poco matura»

Tariffe elettriche, l’ Authority attacca «Concorrenza ancora poco matura»

Passare dal mercato tutelato, dove le tariffe elettriche sono decise dall’ organismo di controllo, a quello libero, dove si sceglie l’ offerta che appare più vantaggiosa, non conviene. È la conclusione a cui si arriva scorrendo l’ ultimo Monito raggio Retail dell’ Autorità per l’ energia relativo al 2012 e 2013, da cui emerge che i prezzi liberi sono più alti del 15-20% rispetto a quelli tutelati, con un aggravamento rispetto al 2011, quando il divario era limitato al 12%. Non solo: l’ Autorità lamenta una concorrenza ancora “poco matura” e segnala l’ aumento della morosità, che coinvolge 1,7 milioni di famiglie, anche a causa della crisi economica. La relazione del l’ organismo presieduto da Guido Bortoni arriva a ridosso della prevista presentazione del ddl concorrenza, che, stando alle indiscrezioni, potrebbe prevedere in qualche modo l’ addio proprio al regime di tutela: numeri alla mano, l’ Autorità suggerisce quindi di evitare una rimozione dell’ attuale sistema “in modo repentino”, per esempio “consentendo ai venditori esistenti di innalzare i prezzi senza che i clienti finali possano reagire tempestivamente, sia per l’ elevata concentrazione dell’ offerta, sia per la mancanza di consapevolezza circa i benefici di prezzo ottenibili attraverso il cambio di venditore”. Quello che manca alle famiglie è infatti spesso la reale consapevolezza dei meccanismi delle offerte, in molti casi “caratterizzate da ulte riori servizi aggiuntivi collegati alla fornitura”, ma si avverte anche una sorta di sudditanza nei confronti degli operatori della stessa tutela (vale a dire dell’ azienda ‘storicà in quella zona) che “appaiono godere di un vantaggio nel convincere i clienti a rifornirsi alle loro condizioni nel libero”: quasi il 60% di chi passa al libero, infatti, sceglie il venditore dello stesso gruppo che aveva in tutela. Questo si traduce in una concorrenza ancora abbastanza scarsa, con il primo operatore che detiene circa il 50% dei volumi nel libero. Si tratta di livelli di concentrazione, a giudizio dell’ Autorità, che “se si confermassero in caso di riduzione dei clienti in tutela risulterebbero critici per una piena concorrenza”. Anche per il settore del gas l’ Autorità parla di “condizioni di limitata concorrenza” per quanto riguarda l’ attività di vendita: “Gli indici di concentrazione su base regionale – si legge nella nota dell’ Autorità – segnalano la presenza di vantaggi concorrenziali per i venditori tradizionali o incumbent locali, cioè quei venditori che in passato operavano come monopolisti”. Le famiglie, insomma, fanno fatica a orientarsi e spesso cadono vittima di offerte troppo articolate e arricchite di altri servizi, finendo con il pagare di più: ma a volte è proprio il pagamento che non arriva. Le richieste di sospensione del servizio elettrico per morosità “anche a causa della crisi economica”, continuano a crescere, arrivando a livelli che la stessa Autorità definisce “elevati”. Anche se non è detto che le richieste di sospensione siano riferite soltanto a situazioni di difficoltà economica (tra le altre ragioni possono esservi disguidi nell’ invio della bolletta, sviste da parte dei consumatori nelle modalità o nei tempi di pagamento), i numeri sono eloquenti: nel 2012 le richieste per le famiglie sono state 1,608 milioni e nel 2013 sono cresciute a 1,76 milioni (+9%). Cifre che confermano l’ allarme lanciato nei mesi scorsi dal Codacons, per cui una famiglia su 3 non è riuscita nel 2014 a far fronte al pagamento di tutte le bollette e i crediti da parte delle società erogatrici hanno raggiunto un livello record pari a 18 miliardi di euro. (ANSA).

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