Pendolari e Trenord Il 19 maggio comincia il processo
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fonte:
- Corriere della Sera
Milano Un risarcimento danni di 3.650 euro per ogni pendolare. È la cifra chiesta dal Codacons nella class action contro Trenord. Una richiesta che, dopo la bocciatura nel primo round legale, adesso è stata ammessa dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano. Così i passeggeri potranno battere cassa per il caos innescato dal blackout della circolazione dei treni lombardi dal 9 al 14 dicembre 2012. Il processo contro l’ azienda regionale ferroviaria comincerà il prossimo 19 maggio. Oltre al Codacons, anche Altroconsumo e l’ associazione Codici hanno intentato un’ azione collettiva contro Trenord. «Ma la nostra battaglia più che sul risarcimento in denaro – spiega l’ avvocato Marco Maria Donzelli, presidente del Codacons – è focalizzata sui diritti e sulla dignità che è stata tolta ai viaggiatori e sull’ inefficienza di un servizio che il pendolare ha pagato». La somma complessiva del risarcimento è stata così calcolata: 2 mila euro per «i danni non patrimoniali (biologici e/o morali e/o esistenziali)», 500 euro «per le violazioni delle condizioni generali di trasporto, della normativa nazionale e comunitaria», 500 euro «per ogni treno soppresso ovvero per ogni ritardo superiore ai 90 minuti», 500 euro «per le condizioni di viaggio, di attesa, di mancanza di assistenza e di mancanza di informazione» in quella settimana di caos e 150 euro «per ogni ora di lavoro perduta a causa» del blackout. Potranno aderire alla class action del Codacons tutti i pendolari in possesso di un abbonamento nella settimana dal 9 al 14 dicembre 2012, inviando una email a [email protected], o chiamando il n umero 393/9803854. Su questa vicenda, Trenord fa sapere che i pendolari hanno già ottenuto dei rimborsi straordinari per i disagi e disservizi subiti nel 2012. Inoltre ieri l’ ad dell’ azienda, Cinzia Farisè, in Regione ha comunicato che l’ indice di puntualità dei treni (entro i 5 minuti) è migliorato negli ultimi tre mesi del 10%, passando dal 72% del 19 novembre 2014 all’ 82% attuale. Paolo Marelli.
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