Il giallo di Nicole Solo un esame dirà se la bambina dopo il parto era viva
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fonte:
- Giornale di Sicilia
Dal punto di vista organizzativo ha esclamato il presidente Rosario Crocetta – la Regione hale carte in regola. Poi, ci sono le responsabilità personali». Gerardo Marrone …Un giallo, racchiuso in poche ore. Quelle in cui Nicole è rimasta in vita. O forse no: «Qualcuno ha avuto fretta di dire che la bimba era nata viva», ha esclamato ieri il neonatologo messinese Guglielmo Catalioto, uno dei periti della famiglia della piccola. «In questa fase – ha aggiunto lo specialista – non abbiamo certezze. Non possiamo formulare alcuna tesi, è fondamentale aspettare l’ esame istologico». Si allungano altre ombre, quindi, sulla gestione dell’ emergenza nella clinica Gibiino, dopo il parto di Nicole: «I magistrati faranno ampia luce su quanto è successo», ha commentato Catalioto, facendo riferimento alle inchieste aperte dalle Procure di Catania e Ragusa. È al lavoro anche una commissione istituita da ministero della Salute, Nas e Regione. Il presidente Rosario Crocetta, peraltro, ha dichiarato ieri che la Regione «ha chiesto i tracciati cardiaci della neonata alla clinica, ma questi non sono mai stati forniti». Quei tracciati sarebbero dovuti servire per il dossier consegnato agli ispettori ministeriali. Dalla Gibiino, finora, nessuna replica. Nove gli indagati, allo stato attuale. Ai fini delle valutazioni dei magistrati diventa decisivo il risultato dell’ esame medico -legale, in particolare il giudizio dell’ anatomopatologo incaricato dei rilievi istologici che serviranno a stabilire se i polmoni della bimba abbiano mai preso aria dopo il parto: «Pensiamo a un palloncino – ha spiegato Guglielmo Catalioto -. Quando si gonfia e poi si sgonfia, rimane l’ impronta. In questo momento, sarebbe sbagliato esprimersi in un senso o nell’ altro». Le affermazioni del neonatologo sono state confermate ieri anche da Michele Ragonese e Maria Chiaramonte, legali di Andrea Di Pietro e Tania Laura Egitto, i genitori di Nicole. «Nessun elemento – hanno precisato i due avvocati – fornisce certezze sullo stato successivo alla nascita, alla natura e al decorso degli interventi in sala parto, all’ individuazione del momento in cui è avvenuto il decesso». Tutti in attesa della consegna della perizia, ma serviranno settimane. Non a caso il capo della Procura etnea, Giovanni Salvi, aveva avvertito nei giorni scorsi che «malgrado le pressioni mediati che» l’ inchiesta non si chiuderà in tempi brevi. L’ ipotesi di reato è, in questa fase, omicidio colposo. Nel fa scicolo degli inquirenti, anche le registrazioni delle controverse telefonate tra la Gibiino, gli operatori del «118», gli ospedali di Catania e Ragusa. La prima chiamata, nella notte, venne fatta da un pediatra della casa di cura al «118» per lanciare l’ allarme. Quindi, le prime ricerche di un posto in Terapia intensiva neonatale negli ospedali catanesi. Risposta: «Non c’ è spazio». Solo da Ragusa arriva una disponibilità, ma intanto passa il tempo. L’ operatore del «118» sarebbe pure inciampato in un equivoco, chiedendo un’ incubatrice al posto di un’ ambulanza. Sono trascorse più di due ore, Nicole è dichiarata «ufficialmente» deceduta. L’ assessore per la Salute Lucia Borsellino, ieri, ha disposto un piano di ispezioni per tutte le sedi di punti nascita, pubblici e privati, in modo da verificare l’ effettivo adeguamento ai requisiti strutturali stabiliti dalla legge. «Dal punto di vista organizzativo – ha esclamato il presidente Rosario Crocetta- la Regione hale carte in regola. Poi, ci sono le responsabilità personali. Per quel che ci riguarda, stiamo facendo solo il nostro dovere e lo porteremo fino in fondo!». L’ associazione consumatori Codacons con «Articolo32-Aidma», infine, ha reso noto che si costituirà parte offesa in caso di processo per la morte della neonata.
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