«La mia bimba avrà giustizia»
-
fonte:
- l`Adige
profili organizzativi del servizio e la disponibilità delle sale bisogna chiedere a chi è competente, a partire dall’ assessorato regionale alla sanità». Le persone sulle quali stanno indagando sono i medici della clinica, che però «respinge fermamente ogni illazione e congettura sul proprio operato». Dalla casa di cura si dicono certi che «dagli esami autoptici emergerà che il de cesso è stato causato da fattori che esulano dall’ attività dei medici della struttura, che hanno fatto di tutto per salvare la vita alla neonata», nata con peso normale, utilizzando «cannule e sondini immediatamente dopo la nascita». Accertamenti anche sui contatti col 118, per verificare tempistica e rispetto del protocollo, e nelle 4 Utin degli ospedali di Catania per chiarire se non c’ erano posti o se si sarebbe potuto sopperire all’ emergenza. Sull’ inchiesta la famiglia invoca il silenzio stampa, rotto dalla mamma di Nicole su Facebook (nella foto in bianco e nero la donna incinta e il marito in uno scatto tratto proprio da Face book): «La nostra bambina non c’ è più e – accusa – non per cause naturali ma per un errore umano, tanti errori umani. Quello che dicono i Tg è solo una parte di verità, ma presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia piccola avrà pace». Un nonno parla invece di «sanità quasi delinquenziale in Sicilia». Prova a chiarire, anche nei termini, uno dei responsabili delle Utin di Catania senza posti letto: «Chiamatela col suo nome, malapolitica, perché questo non è un caso di malasanità», dice Vincenzo Di Benedetto, primario del Policlinico Universitario, che «giornalmente è costretto a rifiutare ricoveri». Dall’ Aiop (Associazione casa di cura private), si ricorda come «da tempo le cliniche non pubbliche chiedono di potere attivare delle Utin, ma ricorda la presidente Barbara Cittadini – finora abbiamo ricevuto soltanto dinieghi dalla Regione». E la Regione si è mossa col governatore Crocetta e l’ assessore regionale alla Sanità, Lucia Borsellino (sopra, nella foto), che ha convocato i manager degli ospedali di Catania e i responsabili della Gibiino. Ma Codacons e Cgil hanno chiesto le sue dimissioni. E la Borsellino, ora, vuole lasciare.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- SANITA'
