14 Febbraio 2015

Bimba morta, primi indagati La madre: «Presto giustizia»

Bimba morta, primi indagati La madre: «Presto giustizia»

CATANIA Mentre la Procura si appresta a iscrivere i primi nomi nel registro degli indagati, il caso della piccola Nicole, la neonata morta giovedì in Sicilia tre ore dopo la nascita per un’ insufficenza respiratoria, registra uno scontro violento tra Regione e ministero della Salute. Il ministro Beatrice Lorenzin ha infatti evocato ieri un nuovo commissariamento, e il governatore Rosario Crocetta ha risposto bollando come «improvvide e ingenerose» le sue parole. Il tutto mentre l’ assessore alla Sanità Lucia Borsellino, proprio per queste critiche, avrebbe manifestato la volontà di dimettersi. «Il caso è complesso e ci vorrà del tempo, occorre valutare l’ origine dalla patologia, le cure prestate, la richiesta alle strutture specialistiche e il trasporto», ha detto il procuratore di Catania, Giovanni Salvi, annunciando la massima attenzione per la «vicenda triste e terribile» della neonata morta tre ore dopo la nascita avvenuta con parto naturale nella clinica Gibiino di Catania, mentre era su un’ ambulanza che la trasportava a Ragusa, nell’ unica Unità di terapia intensiva di neonatologia con posti letto disponibili. Salvi, mantenendo il riserbo, si è limitato a dire che nell’ inchiesta ci saranno indagati, come atto dovuto. Le persone sulle quali si sta indagando sono i medici della clinica, che è tornata a «respingere fermamente ogni illazione e congettura sul proprio operato». Sull’ inchiesta la famiglia ha invocato il silenzio stampa, rotto dalla mamma di Nicole su Facebook: «La nostra bambina non c’ è più e non per cause naturali, ma per un errore umano. Presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia piccola avrà pace». Un nonno ha parlato invece di «sanità quasi delinquenziale in Sicilia». Borsellino intanto ha convocato i manager degli ospedali di Catania e i responsabili della clinica Gibiino. «È troppo presto per avere elementi certi», ha osservato, «l’ incontro è stato finalizzato ad acquisire primi elementi di informazione. È dovere di tutte le istituzioni fare accertamenti». Contro l’ assessore si sono schierati il Codacons e la Fp Cgil. Ma l’ affondo più duro è arrivato dal ministro Lorenzin che «attende il documento finale degli ispettori inviati in Sicilia per valutare se i livelli essenziali di assistenza siano correttamente erogati dalla Regione o se ricorrano elementi per un nuovo commissariamento». MUORE BIMBA. Ma ieri un’ altra tragedia sanitaria ha colpito un’ altra bambina, questa volta di otto mesi, dimessa giovedì dall’ ospedale pediatrico Santobono di Napoli, dove era stata curata per problemi respiratori, e morta ieri. Le sue condizioni si erano aggravate in mattinata e i genitori la stavano riportando nello stesso ospedale. La piccola non ce l’ ha fatta: quando è giunta al Santobono già non respirava più. Sulla vicenda è stata aperta un’ inchiesta. Gli agenti hanno sequestrato la cartella clinica presso l’ ospedale pediatrico e sono stati incaricati di acquisire anche la documentazione relativa a eventuali cure ricevute in precedenza a casa. La piccola era stata ricoverata al Santobono l’ 8 febbraio. Era febbricitante e soffriva di problemi respiratori. È stata in ospedale cinque giorni; giovedì, poi, la decisione di dimetterla. Una volta a casa tuttavia si sono ripresentati i problemi che avevano indotto i genitori a portarla in ospedale.

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