15 Febbraio 2015

Inchieste a Napoli e Catania per la morte delle due bambine

Inchieste a Napoli e Catania per la morte delle due bambine

Sarà l’ autopsia, disposta dai magistrati della Procura di Napoli, a far luce sulle cause del decesso della bimba di 8 mesi, morta venerdì mattina 24 ore dopo essere stata dimessa dall’ ospedale pediatrico Santobono di Napoli. La Procura, che ha aperto un’ inchiesta, ha disposto l’ acquisizione della cartella clinica; gli agenti della Polizia di Stato, hanno ascoltato anche la pediatra che aveva in cura la piccola, ricoverata il 9 febbraio per una bronchiolite e dimessa il 12 febbraio in quanto, hanno spiegato dall’ ospedale, “presentava criteri clinici e laboratoristici idonei” e “aveva un livello di saturazione di ossigeno ottimale pari al 98%”. I sanitari, che hanno tentato per 40 minuti tutte le manovra salvavita possibili per salvare la piccola giunta in ospedale già in condizioni gravissime, avevano richiesto prima ancora dell’ intervento della magistratura un riscontro diagnostico al fine di chiarire le cause del decesso. Parallelamente all’ inchiesta della Magistratura, è in corso l’ indagine interna disposta dall’ azienda ospedaliera Santobono-Pausilipon per verificare le procedure messe in atto. Intanto non si placano in Sicilia le polemiche per la morte della neonata di Catania per la mancanza di posto in ospedale. Sarebbero un numero compreso tra 15 e 20 i potenziali indagati nell’ inchiesta per la morte della piccola Nicole. La Procura di Catania vuole chiarire la “complessa serie di concause ” che hanno causato il decesso. Il Codacons in una nota fa sapere che “sin dal 2009 ha costituito il Comitato vittime della sanità siciliana per lottare uniti contro la malasanità e le lunghe liste d’ attesa di Asl e Ospedali. Il Comitato, presente in tutta la Sicilia con varie sedi, promuove importanti azioni di risarcimento a tutela del diritto alla salute dei siciliani e contro le lunghe liste d’ attesa di Asl e Ospedali che costringono i cittadini a non curarsi o a pagare, anche se esenti, le prestazioni sanitarie”. Non ci sta invece il presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, all’ ipotese paventata dal ministro Betarice Lorenzin di un commissariamento della sanità siciliana. “Cosa c’ entra il commissariamento? Negli ultimi due anni la sanità siciliana ha raggiunto una incredibile performance di ottimizzazione.Il ministro non è stato molto corretto nei confronti dell’ assessore Borsellino – ha aggiunto -. Chiedo all’ assessore Borsellino di non mollare, dobbiamo continuare a portare avanti questa azione di moralizzazione nella sanità siciliana perché un sistema non si cambia in un giorno”. Il presidente Crocetta ha anche precisato che Catania ha “esatamente il numero di posti letto previsti dal piano nazionale. Non siamo di fronte a una carenza del sistema. L’ incongruenza sta nel fatto che nelle strutture di primo livello, come le cliniche private, si possa partorire senza avere un sistema di rianimazione. Ci batteremo – ha aggiunto – perché si arrivi al punto che alcuni posti letto vengano sempre riservati per la rianimazione. Questo non converrà ai privati, perché potrebbero restare inutilizzati. Ma noi dobbiamo avere questi standard. Non ci devono essere più posti autorizzati al parto che non abbiano a disposizione posti di rianimazione”.

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